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Second hand economy 2025: gli italiani scelgono l’usato anche per le auto

  • 1 italiano su 5 ha acquistato un’auto usata negli ultimi 3 anni
  • Risparmio, convenienza e disponibilità immediata: cresce la percezione positiva dell’usato
  • Elettrico e ibrido insieme superano per la prima volta la benzina nelle preferenze di acquisto
  • GenZ più attiva della media, alla ricerca della sua prima auto

Milano, 19 maggio 2026 – In Italia, la second hand economy vale 27,2 miliardi di euro e continua a crescere: nel 2025 il 65% degli italiani ha acquistato o venduto oggetti usati (+2% sul 2024). A guidare il mercato è il comparto Veicoli, primo per valore con 11,1 miliardi generati e con Auto al primo posto nelle categorie, come rileva l’Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito[1], giunto alla dodicesima edizione. E i dati del mercato lo confermano: nel 2025 sono state vendute 2,1 auto usate per ogni auto nuova, con un incremento del +2,9% rispetto all’anno precedente[2]. Gli italiani sono quindi sempre più propensi a orientarsi verso l’usato, grazie a prezzi più accessibili e alle opportunità offerte dalla second hand.

Il mercato dell’auto usata accelera, e i numeri lo dimostrano chiaramente. Non stiamo però assistendo solo a un incremento, ma a un cambiamento nelle preferenze degli italiani: l’elettrico sale di 10 punti percentuali, passando dal 4% al 14%, e insieme all’ibrido supera per la prima volta la benzina. Non è un caso: il 61% di chi sceglie elettrico o ibrido lo fa per contenere i costi di utilizzo, e su Subito Motori lo vediamo in tempo reale: le ricerche per queste motorizzazioni sono esplose a tripla cifra da fine febbraio, con picchi in corrispondenza della guerra in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuzha dichiarato Cristiana Alicata, Mobility Director di Subito. “Sullo sfondo c’è anche una tendenza più strutturale: l’auto usata è sempre più una prima scelta consapevole, non un ripiego. Cresce chi compra, cresce chi sta cercando, e cresce la percezione dei suoi vantaggi: risparmio, convenienza, disponibilità e circolarità.

1 italiano su 5 ha già scelto l’usato, trend in forte crescita 

Il 21% degli italiani ha acquistato un’auto usata negli ultimi tre anni, un dato in crescita di 6 punti percentuali rispetto al 2024. Non solo: il 15% degli intervistati dichiara di stare già valutando un acquisto nei prossimi mesi, anch’esso in salita di 8 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Tradotto in numeri assoluti, si tratta di milioni di italiani che si rivolgono o intendono rivolgersi al mercato della second hand per soddisfare il proprio bisogno di mobilità.

Dietro questa crescita ci sono motivazioni ben precise, che i dati dell’Osservatorio Second Hand Economy rendono trasparenti. La prima è il risparmio (per il 68%): di fronte a listini del nuovo sempre più alti, l’usato consente di abbattere significativamente la spesa. La seconda è la convenienza (per il 28%): a parità di budget, la second hand permette di accedere a modelli di categoria superiore, con dotazioni e prestazioni che il nuovo non sarebbe in grado di offrire allo stesso prezzo. Inoltre, sempre più sentita, soprattutto tra le generazioni più giovani, è la circolarità (per il 12%): scegliere un veicolo già esistente significa non alimentare nuova produzione, con un impatto ambientale percepito come inferiore.

Elettrico e ibrido: la svolta è nell’usato 

Sul fronte delle motorizzazioni, il diesel si conferma la scelta più diffusa (32%), ma il panorama sta cambiando rapidamente. La benzina scende al 22% (era al 29% nel 2024), mentre ibrido (16%) ed elettrico (14%, +10 punti percentuali rispetto all’anno scorso) avanzano con decisione: le due motorizzazioni alternative, sommate, superano per la prima volta la benzina.

A guidare questa scelta sono principalmente ragioni economiche: il 61% di chi ha optato per un’auto usata elettrica o ibrida lo ha fatto per i costi di utilizzo più bassi, in un contesto di preoccupazione crescente per il prezzo dei carburanti. Significativa anche l’accessibilità del prezzo d’acquisto della second hand rispetto al nuovo (per il 42%) e l’adeguatezza per i tragitti quotidiani (per il 38%). Per il 31% degli intervistati, invece, l’elettrico rappresenta già oggi la mobilità del futuro.

La scelta di elettrico o ibrido matura spesso fin dall’inizio del percorso d’acquisto: il 40% di chi ha selezionato queste motorizzazioni aveva già le idee chiare prima ancora di iniziare a cercare.

La correlazione con l’attualità geopolitica emerge con chiarezza anche dai dati di Subito Motori: le ricerche per auto elettriche e ibride sulla piattaforma sono cresciute a tripla cifra a partire da fine febbraio 2026, con un ulteriore picco ad aprile: un periodo che ha visto schizzare in alto il prezzo dei rifornimenti. La crescita del costo del carburante orienterebbe quindi le preferenze degli italiani verso motorizzazioni percepite come più economiche nella gestione quotidiana.

Cosa orienta la scelta di un’auto usata? Budget ed esigenze specifiche guidano le decisioni 

Il percorso d’acquisto è parte integrante della scelta di un’auto usata, e vede piattaforme specializzate come Subito Motori e concessionari come principali canali di contatto, seguiti dal passaparola dell’amico esperto.

Dopo la scelta del canale d’acquisto, si entra nel vivo della ricerca, con il budget che rimane il punto di partenza principale nell’approccio alla second hand. Il 25% degli intervistati, infatti, parte da una cifra massima, esplorando cosa è in grado di offrire il mercato in quel range. Non si cerca l’auto ideale in astratto, si cerca la migliore auto possibile entro quella soglia. È un approccio pragmatico che riflette una delle ragioni stesse per cui si sceglie l’usato: massimizzare il valore di ogni euro speso.

Il secondo criterio che orienta la decisione è l’esigenza d’uso: per il 16% degli acquirenti, la destinazione d’uso del veicolo è il vero punto di partenza. Urbano o extraurbano, familiare o individuale, adatto a un neopatentato: l’auto giusta è prima di tutto quella che risponde a un bisogno concreto e quotidiano.

Completa il podio la cosiddetta “freschezza” del veicolo: per il 15% degli intervistati, anno di immatricolazione e chilometri percorsi sono i requisiti fondamentali. Un’auto recente con bassa percorrenza riduce la storia pregressa e avvicina l’esperienza d’acquisto a quella del nuovo, con un vantaggio decisivo sul prezzo.

La second hand non conquista solo numeri, ma convinzioni. E i dati lo dimostrano con chiarezza: tutte le motivazioni all’acquisto crescono, i dubbi si riducono. Il risparmio resta il driver principale, con il 68% sceglie l’usato per il prezzo più accessibile, ma cresce anche la consapevolezza della convenienza: il 28% sa che con lo stesso budget si possono trovare modelli meglio accessoriati o di categoria superiore. Sul fronte opposto, le preoccupazioni si ridimensionano: l’affidabilità del veicolo (55%) e i costi imprevisti di manutenzione (36%) restano le principali riserve, ma sono in calo. Il risultato è un mercato che non si limita a crescere in volume, ma anche in fiducia.

La Gen Z riscopre l’auto: passione e pragmatismo 

Uno dei dati più sorprendenti e significativi dell’Osservatorio riguarda la Generazione Z. I giovani tra i 18 e i 24 anni hanno ritrovato la passione per le automobili, e le ricercano con più determinazione della media nazionale: il 27% della Gen Z ha acquistato un’auto usata negli ultimi tre anni, valore di parecchio superiore alla media nazionale (21%), e il 17% ne sta valutando l’acquisto a breve, due punti sopra la media (15%). Un segnale chiaro: l’auto è ancora un simbolo di libertà, autonomia e identità anche per i nativi digitali.

Per questa generazione, però, l’approccio all’acquisto ha caratteristiche proprie. La ricerca inizia quasi sempre online e spesso sui social media, ma si completa frequentemente in concessionaria. Non per nostalgia del mondo fisico, ma per necessità informativa: i giovani capiscono di non conoscere ancora a fondo il prodotto, e si fidano della consulenza diretta che reputano autorevole per orientarsi tra motorizzazioni, dotazioni e stato del veicolo.

I giovani sembrano più aperti al consiglio anche nelle fasi avanzate del percorso d’acquisto: possono partire con un’idea precisa ma cambiare orientamento una volta entrati in contatto con il venditore privato o professionale commenta Cristiana Alicata. “Un dato che suggerisce opportunità interessanti per i canali di vendita, soprattutto quelli in grado di intercettare questa generazione sui loro spazi naturali per poi accompagnarla nel passaggio al fisico”.

Anche le motivazioni che spingono la Gen Z a preferire l’usato sono diverse da quelle delle altre generazioni, e vedono in testa, subito dopo il risparmio (51% contro 68%) l’acquisto di un’auto per neopatentati o come prima auto (34% contro il 14% del totale), e al terzo posto l’importanza della circolarità (16% contro 12%), che evita la produzione di un nuovo bene impattante come l’auto.

Menzione particolare anche per l’elettrico, che per la Gen Z rappresenta più di tutte la mobilità del futuro, arrivando al 35% e superando tutte le altre generazioni, anche se la possibilità di acquisto è ancora lontana: dominano diesel (34%) e benzina (32%), con ibrido abbastanza in linea (13%) ma elettrico ancora marginale (5%).

SubitoSubito.it è la società proprietaria della piattaforma digitale Subito. Nata a Milano nel 2007, Subito vuole offrire il servizio online di compravendita più semplice, veloce e sicuro per realizzare ottimi affari grazie a efficacia del servizio, qualità e ampiezza dell’offerta. Con 12 milioni di annunci online ogni giorno, differenziati in 38 categorie merceologiche e 2,8 milioni di utenti unici al giorno, Subito è la terza piattaforma di e-commerce e la prima di re-commerce in Italia (Fonte: E-commerce Report 2025 – Casaleggio Associati). Subito, insieme alla piattaforma automobile.it, sito verticale dedicato agli annunci di auto, è parte di Adevinta, multinazionale leader nel mercato dei marketplace, che opera con successo in 10 paesi.

[1] Realizzato da IPSOS Doxa per Subito a febbraio 2026, su un campione rappresentativo della popolazione italiana attraverso 2.001 interviste CATI + CAW.

[2] Dati UNRAE.

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