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Roberto Saviano al WMF: il capitalismo contemporaneo segue le regole delle mafie

Sul Mainstage gremito del WMF – We Make Future 2026, in dialogo con Cosmano Lombardo, Roberto Saviano ha portato una denuncia netta sul rapporto tra mafie, finanza globale, politica, AI e informazione digitale. Vent’anni dopo Gomorra, lo scrittore ha indicato nel riciclaggio, nel silenzio del dibattito pubblico e nella velocità algoritmica alcune delle nuove forme di protezione del potere criminale.

 

Bologna, 25/06/2026 – Non un intervento sulla criminalità organizzata come fenomeno separato dalla società, ma una lettura frontale del potere contemporaneo: mafie, capitalismo, sistema finanziario, tecnologia, politica e informazione digitale come parti di uno stesso ecosistema da interrogare. È questo il cuore del dialogo che Roberto Saviano ha portato sul Mainstage del WMF – We Make Future 2026, Il Più Grande Evento sull’Innovazione: AI Tech e Digital, intervistato da Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF.

Davanti a un Mainstage gremito, Saviano ha trasformato il bilancio dei vent’anni da Gomorra in una denuncia sul presente: mafie, riciclaggio, banche, politica, AI e informazione digitale non sono più fenomeni separati, ma parti di un sistema economico e tecnologico sempre più difficile da decifrare. Attraversando il tema dell’omertà, introdotto da Lombardo con il ricordo di Alfredo Pileggi, giovane ucciso e dimenticato, Saviano ha spiegato che se allora l’urgenza era “accendere una luce” su temi considerati marginali, oggi il punto è riconoscere che la criminalità organizzata non è una questione territoriale o meridionale, ma un nodo economico, sistemico e globale, capace di attraversare finanza, lavoro, diritti e democrazia.

“Il capitalismo contemporaneo ha le regole delle organizzazioni mafiose”, ha affermato Saviano, individuando nella trasformazione dei meccanismi economici uno dei punti più critici del presente. La sua denuncia non riguarda soltanto l’infiltrazione delle mafie nell’economia legale, ma un processo più radicale: il capitalismo, secondo lo scrittore, si è progressivamente “mafiosizzato”, adottando logiche di opacità, forza, profitto e sottrazione alla responsabilità pubblica.

Uno dei passaggi più duri ha riguardato il riciclaggio e il ruolo del sistema finanziario globale. Saviano ha ricordato come in passato le organizzazioni criminali dovessero cercare canali per ripulire enormi quantità di denaro, infiltrando istituti di credito o provando a costruire proprie strutture finanziarie. Oggi, secondo lo scrittore, il salto è più grave: non sono più solo le mafie a cercare le banche, ma sono alcuni snodi del sistema bancario e finanziario globale ad aprire spazi ai capitali di origine opaca. Saviano ha denunciato un sistema in cui paradisi fiscali, piattaforme offshore, giurisdizioni extraeuropee e grandi piazze finanziarie hanno reso sempre più fragile il confine tra denaro legale e illegale. Nel suo ragionamento, il problema non è più soltanto nascondere il denaro sporco, ma renderlo indistinguibile, assorbirlo nei circuiti della finanza internazionale e sottrarlo di fatto alla possibilità di sequestro e controllo. Londra, ha ricordato, è oggi considerata una delle capitali mondiali del riciclaggio.

WMF 2026
Lo scrittore Roberto Saviano al WMF 2026 ©

A questa denuncia economica Saviano ha affiancato una critica diretta alla politica e alla sua capacità di sottrarsi alle domande. Nel suo intervento ha richiamato il caso di rapporti economici opachi che coinvolgono figure istituzionali e soggetti legati a contesti criminali, ponendo il tema della responsabilità pubblica. Saviano denuncia l’assenza di risposta politica e la mancanza di pressione giornalistica quando emergono rapporti economici opachi attorno a figure istituzionali: chi ricopre ruoli di governo può davvero non sapere? E, se sa, perché non risponde? Per Saviano è qui che il giornalismo dovrebbe esercitare una pressione costante sulle istituzioni, senza lasciare che rapidità, distrazione e manipolazione informativa facciano scomparire le domande decisive. Senza un dibattito politico reale su riciclaggio, evasione e opacità finanziaria, ha avvertito, vincono i peggiori: chi evade, chi ricicla, chi altera le regole del mercato, mettendo a rischio lavoro, diritti e concorrenza.

Il dialogo si è poi spostato sul rapporto tra informazione, velocità digitale e conoscenza. Saviano ha parlato di una nuova forma di omertà: non più soltanto il silenzio tradizionale che protegge il potere criminale, ma una omertà algoritmica. I temi criminali richiedono tempo, memoria, continuità e contesto; l’ecosistema digitale, invece, comprime tutto in pochi secondi e alimenta l’illusione di conoscere senza permettere davvero di comprendere. “L’iperinformazione ti nasconde l’informazione”, ha detto, indicando nella rapidità e nella sollecitazione emotiva continua uno dei grandi ostacoli alla consapevolezza.

In questo scenario, il giornalismo torna a essere una funzione democratica decisiva: non solo raccontare un fatto, ma seguirlo, verificarlo, collegarlo, tenere aperta la domanda pubblica e costringere le istituzioni a rispondere. Senza questa continuità, ha avvertito Saviano, i temi criminali scompaiono nel rumore informativo, mentre il potere economico e politico può sottrarsi alla responsabilità.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’Intelligenza Artificiale e all’uso delle tecnologie da parte delle economie criminali. Saviano ha ricordato come le procure osservino da anni investimenti mafiosi nella tecnologia e ha sottolineato che l’AI non va letta solo come strumento per truffe o frodi, ma come possibile acceleratore nella capacità di schermare capitali, trasformare ricchezza, occultare strategie economiche e rendere più difficile l’identificazione dell’origine del denaro. In questo senso, ha affermato, la tecnologia rischia di impedire di vedere il “DNA del denaro”. La riflessione sull’AI ha aperto un passaggio più ampio sul rapporto tra codice, legge e potere. Saviano ha indicato uno dei nodi più delicati dell’innovazione contemporanea: quando il codice diventa più forte della norma democratica, interi sistemi economici e tecnologici possono muoversi secondo regole proprie, sottraendosi al controllo pubblico. Una logica che lo scrittore ha accostato a quella delle organizzazioni mafiose, dove la regola interna prevale sulla legge comune e dove la legge è considerata il vincolo dei più deboli.

Nel corso del dialogo, Saviano ha rivolto al pubblico del WMF un invito netto: sottrarsi alla velocità e scegliere il tempo della complessità. Leggere, studiare, approfondire, cercare chi offre strumenti per comprendere e non scorciatoie per semplificare. “Datevi tempo”, ha detto, richiamando il valore di una conoscenza che non si consuma nello scroll, ma si costruisce attraverso continuità, memoria e responsabilità.

Nella parte finale del dialogo, Lombardo ha portato Saviano davanti alla domanda più difficile: se, dopo vent’anni di esposizione, isolamento e vita sotto protezione, ne sia valsa la pena. La risposta è arrivata senza retorica: no.  Lo scrittore ha raccontato il costo umano della propria scelta: la difficoltà di preservare la propria vita, la diffidenza, l’allarme costante, la complessità delle relazioni, il peso di essere sempre monitorato. Ha spiegato di non aver mai voluto trasformare la propria esposizione in ruolo politico più volte proposto, che lo avrebbe agevolato sotto innumerevoli punti di vista, rivendicando la necessità di restare esterno al potere per poterlo raccontare.

“Non rinnego nulla”, ha detto, riconoscendo però l’infinito dolore delle proprie scelte. Poi la chiusura, affidata a una frase tratta da Papillon: “Maledetti bastardi, sono ancora vivo”.

Dal Mainstage del WMF, Roberto Saviano ha consegnato una delle testimonianze più forti dell’edizione 2026: una denuncia sul presente che ha unito mafie, capitalismo, banche, AI, finanza globale, informazione e responsabilità politica. Una riflessione pienamente dentro il tema Build What Matters: costruire ciò che conta, oggi, significa anche difendere il tempo della conoscenza, il diritto alla complessità e la possibilità di nominare il potere, anche quando farlo ha un costo.

Nell’Immagine in evidenza lo scrittore Roberto Saviano al WMF 2026 ©

WMF – We Make Future è ideato, organizzato e prodotto da Search On Media Group.

La manifestazione si svolge con il Patrocinio del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia – Romagna e del Comune di Bologna. Con il supporto del MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Emilia-Romagna. In partnership con Visit Emilia – Romagna. Con la collaborazione di BolognaFiere, Cineca ed ESA – European Space Agency.  Main Sponsor dell’edizione 2026 Philip Morris e Dell Technologies e Intel.

WMF – We Make Future, La più grande  Fiera Internazionale e Festival  sull’Intelligenza Artificiale, la Tecnologia e l’Innovazione Digitale Il 24 – 25 – 26 GIUGNO 2026, presso BolognaFiere, torna il WMF – We Make Future, fiera internazionale certificata interamente dedicata al mondo dell’innovazione. Manifestazione di richiamo globale, riunisce annualmente il meglio dell’artificial intelligence, della tecnologia e dell’innovazione digitale e sociale, insieme ai principali player internazionali, startup, scaleup, investitori, istituzioni, università ed enti non-profit. Con più di 73.000 presenze da 90 Paesi nel 2025, +700 espositori, oltre 1.000 speaker e ospiti da tutto il mondo, + 2.800 B2B meeting organizzati, 3.000 tra startup e investitori, e partner coinvolti per un portafoglio di investimenti pari a 1.500 miliardi, +304 miliardi di AUM, oltre 72,8 miliardi di dollari in operazioni finanziate e più di 17.000 round di investimento gestiti, il WMF è la Fiera internazionale di riferimento per il mondo dell’innovazione.

Saudi Makes Future – The Largest AI Exhibition in the Middle East

Saudi Makes Future è l’edizione saudita di WMF – We Make Future, fiera internazionale certificata e piattaforma globale di riferimento per l’innovazione, l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie. Sviluppato attraverso la collaborazione tra Search On Media Group, WMF – We Make Future e PNG Saudi, l’evento si terrà dal 14 al 16 dicembre 2026 a Riyadh, presso il Riyadh International Convention & Exhibition Center. In continuità con la visione, l’esperienza e l’architettura tematica del WMF, Saudi Makes Future declina il format in chiave AI, articolandosi in 14 settori strategici che esplorano l’impatto dell’Intelligenza Artificiale su business, industria, società e istituzioni. Inserito nel quadro della Saudi Vision 2030, l’evento si propone come una piattaforma internazionale di incontro, cooperazione e sviluppo, rivolta ad aziende, startup, investitori e stakeholder interessati a nuove opportunità di crescita, formazione e innovazione nel Medio Oriente e a livello globale.

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