International Horn of Africa Music Festival: Milano celebra le sonorità e le culture del Corno d’Africa
Dal 24 al 26 luglio 2026 il Parco Center ospita tre giornate tra musica dal vivo, incontri culturali, fotografia e cucina tradizionale eritrea ed etiope
Milano, 15 luglio 2026, – Milano si prepara a diventare il punto d’incontro delle culture e delle sonorità del Corno d’Africa. Dal 24 al 26 luglio 2026 debutta negli spazi del Parco Center, in via Ambrogio Binda 30, l’International Horn of Africa Music Festival, una nuova manifestazione dedicata alla straordinaria ricchezza musicale e culturale di Etiopia ed Eritrea.
Il festival propone una formula originale che intreccia ricerca accademica, divulgazione, musica dal vivo, fotografia e tradizioni gastronomiche, portando nel capoluogo lombardo artisti di rilievo internazionale e alcuni dei più autorevoli interpreti della scena contemporanea del Corno d’Africa.
Tre giornate, tre differenti percorsi: “Le radici del suono”, “Ethiopian Vibe” ed “Eritrean Soul”. Un viaggio tra memoria, tradizione e sperimentazione, pensato per raccontare un territorio dalla storia millenaria attraverso le sue voci, i suoi strumenti e le sue melodie.
Ad accompagnare gli appuntamenti sarà anche la cucina tradizionale eritrea ed etiope, proposta dal Ristorante Africa di Milano.
«Questo festival, il primo a Milano e in Italia, ha l’obiettivo di far conoscere uno straordinario patrimonio culturale. Ho scelto lo spazio del Parco Center di Roberto Polillo per la sua forte vocazione multiculturale», dichiara Asli Haddas, organizzatrice dell’evento e titolare del Gogol’Ostello Spazio Culturale.
«Portiamo a Milano l’eccellenza musicale del Corno d’Africa, unendo la profondità della ricerca musicologica all’energia travolgente delle sonorità e delle melodie di questa parte del mondo».
Venerdì 24 luglio: “Le radici del suono”
Checchia Reloaded. Ritorni sonori dal Corno d’Africa
La prima giornata, organizzata su invito, sarà dedicata alla memoria musicale e alla riscoperta delle registrazioni storiche del Corno d’Africa.
| Orario | Appuntamento |
|---|---|
| 18:00 | Apertura delle porte |
| 20:00 | Incontro con Valentina Fusari e viaggio nelle incisioni musicali del Corno d’Africa |
| A seguire | Incontro con gli artisti internazionali HaddinQo e Tommy T |
A guidare il pubblico sarà Valentina Fusari, docente dell’Università di Torino e co-ideatrice, insieme a Gianpaolo Chiriacò dell’Università di Innsbruck, della mostra 90 Years of Silence.
Al centro dell’incontro ci sarà la Collezione Checchia, una raccolta di oltre duecento incisioni musicali realizzate nel Corno d’Africa tra il 1936 e il 1941. Le registrazioni sono state recentemente ricostruite e restituite alle comunità di origine grazie a un progetto finanziato dall’Unione Europea, dal quale è nata anche una mostra itinerante.
Sabato 25 luglio: “Ethiopian Vibe”
La seconda giornata rappresenterà il cuore musicale del festival, con due concerti affidati ad alcuni dei più importanti protagonisti della scena etiope contemporanea.
| Orario | Live | Musica |
|---|---|---|
| 18:00 | HaddinQo & Friends | Ethio-jazz, masinqo, funk e world music |
| 20:30 | Tommy T & Ras Metehat | Ethio-jazz, soul, funk, dub e reggae |
Tommy T, un ambasciatore della musica senza confini
Tommy T, nome d’arte di Thomas Gobena, è stato dal 2006 al 2021 il bassista dei Gogol Bordello, celebre formazione gypsy punk con la quale ha calcato i palchi dei più importanti festival internazionali.
La sua carriera solista è segnata dall’album The Prester John Sessions, pubblicato nel 2009 e accolto positivamente dalla critica per la capacità di fondere la tradizione musicale etiope con dub, jazz e reggae.
Nel corso degli anni ha collaborato con importanti interpreti della musica etiope e internazionale, tra i quali Gigi, Wayna Wondwossen, Aster Aweke e Saba Anglana.
Profondamente legato alle proprie radici, Thomas Gobena è stato inoltre nominato Ambasciatore Nazionale UNICEF per l’Etiopia, mettendo la propria visibilità al servizio dei diritti dell’infanzia, dello sviluppo sociale e della tutela del patrimonio culturale africano.
HaddinQo, una corda per raccontare il mondo
Compositore e virtuoso del masinqo, il tradizionale violino monocorde etiope, HaddinQo è una delle figure centrali della rinascita dell’Ethio-jazz contemporaneo.
L’artista ha rivoluzionato l’utilizzo di questo antico strumento, trasformandolo in una voce solista capace di dialogare con jazz, funk e world music.
Nel 2025 ha conquistato il riconoscimento di Best African Jazz Artist agli All Africa Music Awards, gli AFRIMA, consacrando a livello internazionale la sua originale fusione tra tradizione e modernità.
Si è esibito in occasioni e contesti prestigiosi, dalla cerimonia del Premio Nobel per la Pace a Oslo alla Paris Fashion Week, passando per il Carnevale del Brasile e per un concerto davanti a circa duecentomila persone in Meskel Square, ad Addis Abeba.
Ha inoltre condiviso il palco con alcune leggende della musica etiope, tra cui Mulatu Astatke, padre dell’Ethio-jazz, e l’iconico cantante Mahmoud Ahmed.
Il suo progetto artistico si ispira alla filosofia “One String, One World”, una corda, un solo mondo: la dimostrazione che uno strumento antico può diventare veicolo di un linguaggio musicale globale, inclusivo e contemporaneo.
Domenica 26 luglio: “Eritrean Soul”
La giornata conclusiva sarà interamente dedicata alle radici, agli strumenti tradizionali e alle nuove evoluzioni della musica eritrea.
| Orario | Programma |
|---|---|
| 12:30 | Pranzo habesha con specialità della cucina tradizionale |
| 15:00 | Introduzione alla musica eritrea a cura di Solomun Bahli |
| 16:30 | Live Showcase della SINIT Band, guidata dalla voce e dal suono ancestrale del krar di Mulugheta Ketema |
L’incontro delle ore 15 sarà curato da Solomun Bahli, esperto di storia musicale, strumenti tradizionali ed evoluzione della scena eritrea.
A seguire, il palco del Parco Center ospiterà la SINIT Band, guidata da Mulugheta Ketema, artista capace di unire la voce al suono profondo e ancestrale del krar, uno degli strumenti più rappresentativi della tradizione musicale eritrea ed etiope.
La fotografia di Mario Di Bari racconta la musica etiope
Durante le tre giornate sarà possibile visitare anche l’esposizione fotografica di Mario Di Bari, dedicata ai grandi protagonisti della scena musicale etiope.
Insegnante oggi in pensione e fotografo milanese, Di Bari ha vissuto per dodici anni ad Addis Abeba, dove ha trasformato la propria passione per la musica etiopica in un articolato progetto fotografico.
Per oltre vent’anni ha documentato concerti, artisti e leggende della scena locale, costruendo un prezioso racconto per immagini della storia musicale contemporanea dell’Etiopia.
Nell’Immagine in evidenza la Tommy T & RasMehetat band ©
| International Horn of Africa Music Festival | |
|---|---|
| Dove | Parco Center, via Ambrogio Binda 30, Milano |
| Quando | Venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 luglio 2026 |
| Orari | Venerdì e sabato dalle 18:00; domenica dalle 12:30 |
| Come arrivare | Metro M2 Romolo; autobus 47 e 74 |
| Biglietti | In vendita per le giornate di sabato 25 e domenica 26 luglio |
Biglietti in vendita per sabato 25 e domenica 26 luglio su TicketTailor




