Sette composizioni originali, nate nell’arco di cinque anni, raccontano il percorso personale e artistico della musicista jazz statunitense. Ospite del progetto il trombonista Michael Dease.
La trombettista, compositrice e docente Rachel Spencer pubblicherà il 25 settembre “The Next Right Thing”, il suo album di debutto: un lavoro profondamente personale che fonde la raffinatezza melodica del post-bop con groove contemporanei, improvvisazione moderna e un forte legame con la tradizione jazz.
Ispirata da artisti leggendari come Blue Mitchell, Kenny Garrett e Roy Hargrove, Rachel Spencer sviluppa una scrittura capace di unire narrazione lirica, intensità espressiva e ricerca di una voce artistica autentica.
L’album è stato composto nell’arco di cinque anni, dall’inizio della pandemia di Covid-19 fino al completamento del suo Doctor of Musical Arts, e comprende sette brani originali. Al progetto partecipa, in qualità di ospite, il trombonista Michael Dease.
Attraverso temi quali il rapporto con i propri mentori, la sindrome dell’impostore, la resilienza creativa, il coraggio e la crescita artistica, “The Next Right Thing” documenta uno dei periodi più trasformativi della vita della musicista.
Il titolo nasce da un consiglio ricevuto da uno dei suoi mentori durante gli ultimi anni dell’adolescenza: «Concentrati semplicemente sul fare la prossima cosa giusta». Parole che sono rimaste per Rachel Spencer un principio guida, nella vita e nel suo percorso artistico.
«Per gran parte della mia vita sono stata portata ad aspettare le circostanze ideali prima di andare avanti», racconta l’artista. «L’esperienza, però, mi ha insegnato che le condizioni perfette raramente sono garantite. Crescere richiede il coraggio di compiere il passo successivo, anche quando il percorso davanti a noi è ancora incerto».
La direzione giusta non è sempre immediatamente riconoscibile e, spesso, è il viaggio a trasformare una persona più profondamente della destinazione stessa. “The Next Right Thing” celebra proprio questo coraggio universale: la volontà di procedere con intenzione, fiducia e resilienza, anche in presenza dell’incertezza.
«Questa musica riflette anche la mia convinzione che ogni artista abbia la responsabilità di offrire qualcosa di significativo al mondo», aggiunge la Spencer. «Ogni composizione rappresenta un nuovo passo in questa ricerca: creare con sincerità, mettersi al servizio degli altri attraverso la musica e cercare di rendere il mondo un luogo un po’ migliore, aggiungendo ogni volta una nuova azione positiva».
La Tracklist
La title track “The Next Right Thing” prende direttamente ispirazione dal consiglio del mentore della musicista. Anche la struttura musicale riflette il suo percorso verso una maggiore consapevolezza: la sezione iniziale, caratterizzata da un andamento volutamente trattenuto, rappresenta l’irrequietezza e la difficoltà di dedicarsi completamente ai propri sogni. Il successivo passaggio a uno swing più deciso simboleggia il superamento della paura e la conquista della propria identità di artista e docente.
“Steamrolling” nacque inizialmente come reazione a un conflitto professionale. La rabbia provocata da qualcuno che aveva cercato di imporsi sui valori della musicista si trasformò progressivamente in energia positiva: un movimento a “tutto vapore” verso i propri obiettivi, nonostante gli ostacoli incontrati lungo il cammino.
Composta nella stessa settimana, “Queen of Cups” prende il nome dalla Regina di Coppe dei tarocchi, carta associata all’amore, alla guarigione e allo sviluppo interiore. Il brano racconta il tentativo di superare situazioni nelle quali Spencer si è sentita trattata ingiustamente, anche in quanto donna trombettista jazz attiva nel Sud degli Stati Uniti, contrapponendo all’ingiustizia la comprensione e l’amore per la musica.
“Liminal Spaces” è la composizione più antica del disco ed è stata scritta durante la pandemia, quando Rachel Spencer lavorava come direttrice di una banda scolastica e affrontava un forte senso di inautenticità come artista. Una riflessione del trombettista Ashlin Parker, che descrisse quel periodo come uno “spazio liminale” per gli artisti senza attribuirgli necessariamente un significato negativo, contribuì a cambiare la sua prospettiva.
Grazie alla forma irregolare e alla natura libera del brano, “Liminal Spaces” ha permesso alla musicista di trovare bellezza e gioia nella dimensione sospesa tra vita e arte. La composizione, inoltre, assume un carattere diverso a ogni esecuzione.
“Bias” riflette il ritorno di Spencer all’attività musicale freelance a tempo pieno dopo gli anni della pandemia. Dopo un lungo periodo di isolamento, la musicista si trovò nuovamente a confrontarsi con i pregiudizi presenti nell’ambiente musicale e con la necessità di sviluppare una maggiore resistenza emotiva.
“I Can Almost Remember” è un contrafact di “How Deep Is the Ocean”, ispirato alla registrazione realizzata nel 1962 da Blue Mitchell, uno dei principali riferimenti musicali di Rachel Spencer. Il brano esplora la possibilità di ritrovare, attraverso l’arte e la musica, uno sguardo meravigliato e quasi infantile sulla realtà, pur portando con sé il peso delle esperienze vissute. Anche quando l’innocenza dell’infanzia non può tornare, è ancora possibile avvicinarsi alla vita e alla creatività con curiosità e gioia.

A chiudere il disco è “Essential Company”, una celebrazione della comunità nel senso più ampio del termine. Il brano era stato inizialmente composto per festeggiare l’adozione dei due gatti della musicista durante la pandemia, richiamati dai due differenti groove presenti nella composizione. Successivamente, il suo significato si è ampliato fino a comprendere ogni essere vivente capace di ispirarla a continuare a compiere la “prossima cosa giusta” e ad aggiungere qualcosa di positivo al mondo.
Rachel Spencer – Trombettista, compositrice e docente, è un’artista jazz la cui musica originale unisce la sofisticazione melodica del post-bop a sonorità contemporanee e forme moderne di improvvisazione.
Nel corso della sua carriera si è esibita negli Stati Uniti e all’estero, sia come bandleader sia come musicista freelance. È stata prima tromba nella tournée nordamericana di “The Addams Family: A Musical Comedy” e ha suonato in club, festival e spazi prestigiosi, tra cui Monk’s Jazz Club, Parker Jazz Club, The Elephant Room e SXSW, oltre che su numerosi palcoscenici degli Stati Uniti.
Accanto all’attività concertistica, Spencer porta avanti da oltre quindici anni un intenso lavoro nel campo della formazione musicale. Tiene seminari e masterclass ed è impegnata nel sostegno e nella crescita delle nuove generazioni di musicisti.
La sua tesi di dottorato rappresenta il primo studio complessivo dedicato all’ultima fase della carriera del celebre trombettista Blue Mitchell, offrendo un contributo significativo alla ricerca nell’ambito degli studi jazz.
Nel 2025 Rachel Spencer ha ricevuto il Presser Foundation Graduate Music Award, riconoscimento assegnato per i suoi risultati artistici e per il costante contributo alla comunità jazz.




