Dal 21 luglio all’8 settembre 2026 torna a Bologna la quindicesima edizione di (s)Nodi Festival di musiche inconsuete. Ogni martedì sera, alle ore 21.00, il Museo internazionale e biblioteca della musica ospiterà artisti e progetti provenienti da Africa, Europa, Asia e America
Bologna, 17 luglio 2026 – Con l’arrivo dell’estate torna il viaggio musicale attraverso culture, tradizioni e sonorità provenienti da tutto il mondo.
Dal 21 luglio all’8 settembre 2026, ogni martedì alle ore 21.00, il Museo internazionale e biblioteca della musica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ospita la quindicesima edizione di (s)Nodi Festival di musiche inconsuete.
La rassegna è dedicata a chi desidera vivere la stagione estiva ascoltando musica dal vivo in città e scoprendo tradizioni meno conosciute, nuovi linguaggi espressivi e differenti modalità di utilizzo degli strumenti musicali.
Nel corso degli anni, (s)Nodi Festival si è affermato come un punto di riferimento per gli appassionati di sonorità originali e di ricerca. Anche l’edizione 2026 rinnova l’invito a intraprendere un viaggio musicale fuori dagli schemi, attraversando culture, generi e latitudini differenti.
Il programma propone otto progetti artistici, accomunati dall’attenzione per il talento, la creatività e la capacità di intrecciare linguaggi musicali diversi. Dalla musica tradizionale africana al funk, dal folklore polacco all’elettronica pugliese, fino alle contaminazioni tra flamenco, musica indiana, jazz e tradizione coreana.
Il viaggio musicale di (s)Nodi Festival 2026
Kaito Winse inaugura il festival

Il festival prende il via martedì 21 luglio con Kaito Winse, artista originario del Burkina Faso e tra gli interpreti che meglio incarnano oggi la figura del jeli, conosciuto anche come griot.
Cresciuto nel villaggio di Lankoué, Kaito Winse unisce una voce potente e affascinante a una straordinaria capacità narrativa e a una presenza scenica magnetica.
Durante le sue performance utilizza numerosi strumenti tradizionali, tra cui calebasse, arco a bocca, flauto peul, toutlé e tama, il particolare tamburo capace di imitare la voce umana.
La sua ispirazione nasce dai proverbi, dalle parole, dalla musica e dalle danze del villaggio in cui è cresciuto, trasformati in una materia viva capace di accompagnare il pubblico in un intenso percorso musicale e umano.
Il tocco franco-colombiano di Ëda Diaz
Martedì 28 luglio sarà la volta della cantante e bassista Ëda Diaz, che porta sul palco il suo originale “tocco franco-colombiano”: un universo musicale colorato, elegante, poetico e profondamente ritmico.
La sua musica fonde sonorità tradizionali latinoamericane, dal vallenato al danzón, dal bullerengue al currulao e al bolero, con influenze pop sperimentali, produzioni elettroniche e suggestioni industrial.

Insieme al produttore e musicista Anthony Winzenrieth, Ëda Diaz costruisce un equilibrio tra delicatezza ed energia, nostalgia e stravaganza. I suoi testi raccontano i contrasti dell’essere umano, muovendosi tra contemplazione e velocità, illusione e realtà, follia e ragione.
L’energia funk dei Butter Funk Family
Uno degli appuntamenti più attesi dell’estate è in programma martedì 4 agosto con i Butter Funk Family, esplosivo collettivo nato dalla visione del due volte vincitore del Grammy Award Printz Board e dall’universo creativo dei Black Eyed Peas.
I loro concerti sono una celebrazione totale del groove: fiati incandescenti, beat serrati, voci dirompenti e una grande energia capace di coinvolgere l’intero pubblico.
Special guest della serata sarà Alana Hil, una delle voci più intense della nuova scena soul statunitense. Il suo linguaggio musicale nasce dall’incontro tra i cori gospel del Kentucky, la vivace scena musicale di Maui e gli studi dedicati alla musica classica indiana e ai mantra himalayani.
Le armonie vocali delle Sutari

Martedì 11 agosto il festival cambia completamente atmosfera con Sutari, ensemble che ha introdotto un nuovo linguaggio nella scena folklorica polacca.
Il trio intreccia canti e sonorità tradizionali con composizioni trance polifoniche, costruendo racconti musicali dedicati alla natura, alla libertà, alla femminilità e alla sorellanza.
Il risultato è un paesaggio sonoro intimo e originale, capace di unire le radici profonde della musica popolare alle sperimentazioni d’avanguardia.
Le spericolate armonie vocali del trio danno vita a narrazioni poetiche, ironiche, anarchiche e femministe.
Trilog, dall’India al Mediterraneo

Martedì 18 agosto arriva al Museo della Musica Trilog, progetto nato dall’incontro tra la virtuosa canadese del bansuri Lara Wong, il chitarrista flamenco spagnolo Melón Jiménez e il percussionista indiano Chaitanya Natu.
Il trio esplora le radici nomadi del flamenco seguendo rotte musicali immaginarie tra India e Mediterraneo.
Culture apparentemente lontane dialogano in un’unica conversazione musicale ricca di suggestioni, improvvisazioni e contaminazioni. Il progetto è stato premiato come miglior proposta flamenca al Festival del Cante de las Minas.
I paesaggi sonori di Nicosia
Martedì 25 agosto il viaggio prosegue verso Cipro con Soundscapes of Nicosia, il nuovo progetto dei Nābu Pēra.
Nicosia, città da sempre caratterizzata dall’incontro tra culture e influenze storiche differenti, si trasforma in un vero e proprio strumento musicale: una materia viva da ascoltare, interpretare e reinventare.
Tra improvvisazione, radici mediterranee e suggestioni elettroniche prende forma un paesaggio sonoro immersivo e in continua mutazione.
Passi, echi urbani e rumori nascosti diventano parte di una narrazione poetica che invita il pubblico a rallentare e a riscoprire il suono invisibile dei luoghi che abitiamo.
Trevize tra pizzica, taranta ed elettronica
Martedì 1 settembre il festival torna in Italia, e in particolare in Puglia, con Trevize, progetto di Francesco Barletta.
Inizialmente lontano dalla pizzica e dalla taranta, Barletta ne ha riscoperto la forza lavorando a stretto contatto con alcuni artisti tradizionali.
Da questo incontro nasce un progetto che fonde le radici popolari pugliesi con la sperimentazione elettronica e con la forza ipnotica della techno.
Il risultato è un set pensato per coinvolgere il corpo e recuperare il potere ancestrale del ritmo: un’esperienza performativa immersiva capace di conquistare sia gli appassionati di musica folk sia il pubblico dell’elettronica e della worldbeat.
Talsori chiude la quindicesima edizione
L’ultimo appuntamento, martedì 8 settembre, è affidato ai Talsori, trio elettroacustico che intreccia free jazz, elaborazione digitale del suono ed eredità del pansori, la tradizione epica coreana che trasforma il racconto in musica.
Il progetto riprende l’idea di trasformare la narrazione in gesto sonoro, facendo emergere linee evocative, frammenti di storie e intrecci vocali e strumentali.
Improvvisazioni, texture digitali e melodie ancestrali danno vita a un linguaggio in continua trasformazione, fino a rendere il concerto un autentico rituale contemporaneo di ascolto.
Programma degli spettacoli
| Data e ora | Artista | Formazione |
|---|---|---|
| Martedì 21 luglio 2026 Ore 21.00 |
Kaito Winse | Kaito Winse – voce, flauti tradizionali, tama e arco a bocca |
| Martedì 28 luglio 2026 Ore 21.00 |
Ëda Diaz | Ëda Diaz – voce e contrabbasso Anthony Winzenrieth – chitarra e tastiere |
| Martedì 4 agosto 2026 Ore 21.00 |
Butter Funk Family | Printz Board – voce e tromba Jay Flat – sax e voce Nadav Peled – chitarra Eli Cherry – batteria Al Berry – basso e voce Alana Hil – voce |
| Martedì 11 agosto 2026 Ore 21.00 |
Sutari | Basia Songin – voce, wolf bass, viella, tamburi a cornice e looper Kasia Kapela – voce, violino, kankles e tamburi a cornice Asia Kurzyńska – voce, violino e percussioni |
| Martedì 18 agosto 2026 Ore 21.00 |
Trilog | Melón Jiménez – chitarra flamenca e voce Lara Wong – flauti e bansuri Chaitanya Natu – tabla e percussioni |
| Martedì 25 agosto 2026 Ore 21.00 |
Nābu Pēra | Savvas Thoma – bendir e voce Natasa Hadjiandreou – vibrafono e percussioni Demetris Yiasemides – flauto, Sylphyo ed elettronica |
| Martedì 1 settembre 2026 Ore 21.00 |
Trevize | Francesco Barletta – bouzouki, sintetizzatori ed elettronica Giovanni Chirico – sax e flauto Federico Laganà – percussioni |
| Martedì 8 settembre 2026 Ore 21.00 |
Talsori | Giulia Carriero – sax soprano e contralto Koun Jeong – gayageum e pianoforte preparato Andrea Fabris – elettronica e percussioni |
La quindicesima edizione di (s)Nodi Festival di musiche inconsuete fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.
Playlist di (s)Nodi Festival 2026
È possibile ascoltare una selezione degli artisti protagonisti attraverso le playlist ufficiali Spotify e YouTube
Biglietti
Biglietto intero: 10 euro
Biglietto ridotto: 8 euro
La tariffa ridotta è riservata agli studenti universitari muniti di tesserino, ai minori di 18 anni e ai possessori di Card Cultura.
L’ingresso è consentito fino a esaurimento dei posti disponibili.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita presso la biglietteria del Museo della Musica nei seguenti orari:
da martedì a giovedì: 11.00-13.30 e 14.30-18.30;
venerdì: 10.00-13.00 e 14.30-19.00;
sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00;
nelle serate dei concerti: a partire dalle ore 20.00.
È inoltre possibile acquistare i biglietti online, con una maggiorazione di 1 euro, sui siti Musei di Bologna e MidaTicket
I biglietti non sono rimborsabili in caso di mancato utilizzo.
Qualora uno o più eventi venissero annullati, sarà emesso un voucher di importo pari al costo del biglietto. Gli aventi diritto potranno utilizzare, parzialmente o totalmente, i voucher relativi agli eventi annullati contattando telefonicamente la biglietteria del museo durante gli orari di apertura.
Informazioni
Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34
40125 Bologna
Telefono: +39 051 2197911
E-mail: museomusica@comune.bologna.it
Sito: www.museibologna.it/musica
Nell’Immagine in evidenza i Nabu Pera – Ph.Credits Antonios Cahalambous ©




