Skip to main content
Ultime in Evidenza
Advertising Banner
305x250

Da oggi al Castello dei Clavesana di Andora (Savona) la mostra “Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi”.

La più importante mostra sulla figura della donna nell’arte italiana dal Cinquecento al Novecento. 35 opere provenienti della Collezione Cavallini Sgarbi dedicate alla straordinaria varietà di significati assunti dalla donna nell’arte.

Un’esposizione a cura di Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale. Un percorso lungo tutta l’Italia con artisti differenti per provenienza geografica e formazione

Andora (SV), 10 Agosto 2026 – L’esposizione riunisce per la prima volta una selezione tematica di trentacinque opere, tra dipinti e sculture, provenienti dalla prestigiosa Collezione Cavallini Sgarbi, dichiarata di eccezionale interesse storico artistico e tutelata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali con decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna del 04/06/2019, emesso ai sensi degli artt. 10-13 del Decreto Legislativo 42/2004.

Il percorso attraversa oltre quattro secoli di storia dell’arte, dal Cinquecento all’inizio del Novecento, offrendo uno sguardo ampio e stratificato sulla figura della donna nell’immaginario figurativo occidentale.

Tra i capolavori in mostra figurano opere di Guido Cagnacci, Artemisia Gentileschi, Ignazio Stern e Orsola Maddalena Caccia, accanto a numerosi altri artisti che, con linguaggi e sensibilità differenti, hanno interpretato il tema del femminile declinandolo tra sacro e profano, mito e realtà, idealizzazione e introspezione psicologica.

Castello dei Clavesana - AndoraLa mostra è curata da Vittorio Sgarbi e Pietro di Natale (storico e critico d’arte, Direttore della Fondazione Ferrara Arte), con la supervisione di Elisabetta Sgarbi per la Fondazione Cavallini Sgarbi, in collaborazione con il Comune di Andora e con la Fondazione Borgo Castello.

Il catalogo della mostra, edito da La nave di Teseo, è dedicato a Stefano Bighi, componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Cavallini Sgarbi, ferrarese, compagno di scuola di Vittorio, recentemente scomparso, e a Rina Cavallini e Giuseppe Sgarbi, genitori di Vittorio ed Elisabetta.

«Con emozione e gratitudine affido il futuro di Borgo Castello a tutti coloro che amano l’arte. Ogni visitatore di questa mostra entra a far parte di questo percorso virtuoso: contribuisce a custodire e tramandare un patrimonio artistico italiano di alto valore, che appartiene alla nostra comunità e, insieme, alla storia del nostro Paese» Mauro Demicheli, Sindaco di Andora.

«La mostra propone un appassionante viaggio attraverso alcune delle più affascinanti raffigurazioni femminili conservate nella collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi, offrendo l’occasione di esplorare la straordinaria varietà di significati assunti dalla figura della donna nell’arte italiana nel corso di oltre quattro secoli. Una selezione di trentasei opere, tra dipinti e sculture di straordinaria qualità, realizzate tra il Cinquecento e l’inizio del Novecento da artisti – e artiste, come Artemisia Gentileschi e Orsola Maddalena Caccia – differenti per provenienza geografica e formazione, dà vita a un percorso che conduce dall’universo delle idee alla dimensione storica e individuale, attraversando il mondo pagano e quello cristiano. L’esposizione offre così un’ampia e strutturata riflessione sul ruolo della donna nell’immaginario figurativo occidentale, rivelando come la sua immagine sia stata costantemente reinventata per incarnare, di volta in volta, idee, aspirazioni e sentimenti capaci di trascendere il tempo» Pietro Di Natale.

«Siano esse divinità, figure letterarie o del mito, sante, blasfeme o nobildonne, tutte queste donne hanno in comune l’intraprendenza e la sensualità, che ogni artista ha presentato a suo modo. I molti volti della bellezza che vedremo – visi idealizzati, tratti di vivo realismo, avvenenze sformate dal tempo o dal tormento, illuminate dalla grazia – non debbono richiamare la vertigine predatoria del catalogo di Leporello nel Don Giovanni di Mozart. Essi sono piuttosto figure, parvenze al pari delle apparizioni dantesche descritte da Erich Auerbach, capaci di “rappresentare e annunciare qualche altra cosa”, qualcosa in cui possiamo riconoscere noi stessi. È questo il fine, è questo il desiderio, che alimenta la ricerca della bellezza: arrivare a riconoscere quella bellezza dentro di sé» Vittorio Sgarbi.

«La collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi, costituita nel 2008 per volontà della nostra famiglia e vincolata dal Ministero della Cultura, è nata per dare una forma alla vita, per la gioia di chi c’è ora e di chi verrà dopo» Elisabetta Sgarbi.

Il Paraxo, l’antico castello dei Clavesana, riapre proprio con questa mostra come polo museale di eccellenza grazie al progetto pilota di rigenerazione urbana, culturale e sociale “Ricordare il passato, per costruire il futuro”, ideato dal Comune di Andora e finanziato dal Ministero della Cultura con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni previa prenotazione con visita guidata: inviando una richiesta all’indirizzo e-mail accoglienzaturistica@comunediandora.it o tramite WhatsApp al numero 392 993 5093 o prenotando direttamente presso lo sportello IAT di Andora, situato a Palazzo Tagliaferro, in Largo Milano, aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Visite senza prenotazione ogni venerdì e sabato dalle 18:00 alle 21:00.

Nell’Immagine in evidenza ignazio Star detto Ignazio Stella. 1725 circa. Olio su rame – Fondazione Cavallini Sgarbi ©

Notizie correlate