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“At Risk” il nuovo singolo di Sylvie Courvoisier’s tratto dall’album Amalthea

Amalthea, in uscita il 13 novembre 2026 per Pyroclastic Records, vede la partecipazione della vibrafonista Patricia Brennan, del contrabbassista Thomas Morgan e del batterista Dan Weiss

Nella mitologia greca, Amaltea è la nutrice del piccolo Zeus, rappresentata, a seconda delle versioni, come una donna oppure come una capra – dettagli di questo genere possono facilmente confondersi quando si ha a che fare con le antiche divinità greche. Nella sua forma animale, uno dei suoi corni spezzati divenne l’origine della cornucopia, il celebre “corno dell’abbondanza”, capace di offrire una quantità inesauribile di cibo e bevande.

Quando è arrivato il momento di scegliere un nome per il suo nuovo quartetto, la pianista e compositrice Sylvie Courvoisier si è lasciata ispirare dalle infinite possibilità offerte da musicisti dalle capacità apparentemente sconfinante: la vibrafonista Patricia Brennan, il contrabbassista Thomas Morgan e il batterista Dan Weiss. Da qui il nome del quartetto e del suo omonimo album d’esordio, Amalthea. In uscita il 13 novembre 2026 per Pyroclastic Records, l’audace nuovo lavoro trabocca di idee coraggiose e di un virtuosismo mozzafiato.

«Patricia, Dan e Thomas sono musicisti straordinari», dichiara la Courvoisier. «Ognuno di loro porta nell’ensemble una voce inconfondibile, una forte identità e una profonda dedizione all’improvvisazione. Posso presentare loro musica estremamente complessa e non ne sono minimamente intimoriti. È stato divertente metterli alla prova e, allo stesso tempo, sfidare me stessa attraverso una musica così intricata e ricca.»

Amalthea è nato in seguito a una commissione di Roulette, spazio performativo di Brooklyn, grazie ai finanziamenti del New York State Council on the Arts. In molti dei suoi ensemble precedenti, Courvoisier ha lavorato con musicisti della propria generazione o più anziani, spesso all’interno di formazioni che hanno consolidato il proprio legame e si sono evolute nel corso di lunghi periodi.

Il suo storico trio, per esempio, la vede al fianco dell’esperta sezione ritmica composta dal contrabbassista Drew Gress e dal batterista Kenny Wollesen. Nell’album del 2023 Chimaera, invece, il trio si è ampliato con l’ingresso dei trombettisti Wadada Leo Smith e Nate Wooley e del chitarrista austriaco Christian Fennesz.

Con Amalthea, Sylvie Courvoisier ha scelto deliberatamente di riunire musicisti leggermente più giovani di lei e con i quali aveva condiviso poche esperienze precedenti. Morgan aveva già partecipato a due album realizzati da Courvoisier insieme al violinista Mark Feldman, pubblicati nel 2010 e nel 2011, ma nei quindici anni successivi le loro strade non si erano più incrociate.

Prima del concerto di debutto di Amalthea, tenutosi nel 2024 al Roulette, Courvoisier aveva suonato con Weiss una sola volta. L’affinità con Brennan, invece, era emersa solo di recente, quando la vibrafonista l’aveva invitata a registrare una sessione in duo.

Sylvie Courvoisier
Ph.Credits Veronique Hoegger ©

La musica di Amalthea colpisce per la capacità di unire una complessità vertiginosa a una passione travolgente, mantenendo intatta la propria forza espressiva anche nei più repentini e spericolati cambi di direzione e di tempo.

L’album comprende nuove composizioni scritte appositamente per i componenti del quartetto e per le loro capacità apparentemente illimitate, insieme a sorprendenti reinterpretazioni di brani già incisi per Chimaera e per l’album del trio D’Agala, pubblicato nel 2018.

Il suo elegante rigore e il suo fervore istintivo trovano espressione anche nella suggestiva copertina, che riproduce un dipinto dell’agricoltore e artista francese Philippe Azéma. Le immagini nere su fondo arancione riflettono la passione di Courvoisier per l’art brut, nata anche grazie alla Collection de l’Art Brut, il museo che si trova nella sua città natale, Losanna.

Lo scintillante dialogo tra pianoforte e vibrafono che attraversa l’intero album rappresenta un’evoluzione dell’interesse di Courvoisier per le formazioni con “due tastiere”, espressione che la musicista utilizza in senso piuttosto ampio.

L’idea era già presente nel suo primo ensemble, che la vedeva accanto al suonatore di organetto di Barberia Pierre Charial, ed è riemersa anche in alcuni dei suoi più recenti lavori pubblicati da Pyroclastic Records: dalla rilettura per due pianoforti de La sagra della primavera di Stravinskij con Cory Smythe all’album in duo con la chitarrista Mary Halvorson, Bone Bells.

«Sono necessari due strumenti armonici per raggiungere il livello di densità, ricchezza di armonici, complessità e bitonalità che sto cercando», spiega Courvoisier.

Anche Brennan condivide la formazione accademica di Courvoisier, rendendo possibile una combinazione unica di tecniche provenienti tanto dal jazz moderno quanto dalla tradizione classica contemporanea.

Courvoisier si è concessa la massima libertà nell’esplorare queste ispirazioni intrecciate, attingendo anche alle composizioni contemporanee di Sofia Gubaidulina e György Ligeti, e nell’imporre ai propri compagni vincoli estremamente impegnativi, che probabilmente non avrebbe osato proporre a musicisti più anziani.

La differenza generazionale all’interno del quartetto conferisce un secondo significato al titolo Amalthea: il suo richiamo materno riflette infatti il desiderio di Courvoisier di sostenere e valorizzare i colleghi più giovani.

«Volevo che questa formazione fosse composta interamente da musicisti nuovi», spiega la Courvoisier. «La partitura contiene moltissimo materiale scritto, perché sono tutti virtuosi dei rispettivi strumenti, ma ho anche cercato di lasciare a ciascuno ampi spazi aperti nei quali esprimere il proprio linguaggio. Volevo inoltre lasciarmi ispirare dal loro modo di guardare il mondo e di fare musica, permettendo loro di offrirmi una prospettiva nuova anche sul modo di interpretare le mie stesse composizioni

Sylvie Courvoisier – Pianista e compositrice svizzera residente a Brooklyn, Sylvie Courvoisier ha ricevuto nel 2025 lo Swiss Grand Prix Music Award e il Music Award dell’American Academy of Arts and Letters.

Nel corso della sua carriera si è distinta per la capacità di mantenere in equilibrio due mondi differenti: da una parte la profonda musica da camera, ricca di dettagli, legata alle sue radici europee; dall’altra le sonorità coinvolgenti, caratterizzate dal groove e da temi incisivi, della scena avant-jazz di New York, città nella quale vive da più di vent’anni.

Pochi artisti riescono a sentirsi realmente a proprio agio tanto nelle sale da concerto quanto nei jazz club, passando con naturalezza dalla musica composta all’improvvisazione. Courvoisier, definita dal New York Times «una pianista in egual misura audace e misurata», è convincente sia quando interpreta l’epocale Sagra della primavera di Stravinskij insieme al pianista di musica contemporanea Cory Smythe, sia quando improvvisa con il suo apprezzato trio jazz, formato dal contrabbassista Drew Gress e dal batterista Kenny Wollesen.

A queste esperienze si aggiungono le sorprendenti collaborazioni con artisti del calibro di John Zorn, Wadada Leo Smith, Evan Parker, Ikue Mori, Ned Rothenberg, Fred Frith, Andrew Cyrille, Mark Feldman, Christian Fennesz, Nate Wooley e Mary Halvorson.

Nella musica come nella vita, la Courvoisier attraversa i confini con spirito creativo e mente libera. Il suo modo di fare musica è giocoso quanto intenso, profondamente radicato nella tradizione e, allo stesso tempo, curioso, esplorativo e intrepido.

Pyroclastic Recordsè stata fondata nel 2016. Sostenendo gli artisti nella diffusione del proprio lavoro, l’etichetta offre a talenti emergenti e affermati la possibilità di continuare a mettere in discussione le tradizionali classificazioni di genere all’interno dei rispettivi ambiti. Pyroclastic si propone inoltre di rafforzare e ampliare una comunità creativa, creando nuove opportunità, sostenendo la diversità e facendo crescere il pubblico dell’arte non commerciale. Le copertine dei suoi album presentano spesso opere realizzate da importanti artisti visivi. Tra gli esempi più recenti figurano Ellsworth Kelly, Julian Charrière, Dike Blair, Raymond Pettibon e Gabriel de la Mora. Tra i progetti più recenti di Pyroclastic Records si segnalano gli album di Trio of Bloom – formato da Craig Taborn, Nels Cline e Marcus Gilmore – Patricia Brennan, Brandon Seabrook, Simon Hanes e Yvonne Rogers.

«Courvoisier ama profondamente lo strumento e si compiace di tutto ciò che riesce a farne, esplorandone ogni sua parte: la ricchezza sonora, i cluster cromatici percussivi, i tintinnii, le corde che cantano, le increspature metalliche, i colpi sui tasti, i bassi fragorosi che risuonano in profondità, gli affondi dissonanti e puntillistici, le singole note in contrasto con gelidi carillon.»
Jack Kenny, All About Jazz

«Il modo di suonare di Courvoisier rappresenta una sintesi ideale tra bellezza timbrica, libertà dagli schemi tradizionali del jazz e disciplina classica.»
Will Layman, PopMatters

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