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Hays Italia: la carenza di competenze cambia le strategie aziendali.

Negli ultimi 12 mesi, il 96% delle aziende ha riscontrato una carenza di competenze. Per colmarla, il 63% punta sui propri dipendenti già presenti in organico. Cresce la richiesta di profili trasversali

Milano, 5 agosto 2026 – Negli ultimi 12 mesi, il 96% delle aziende ha riscontrato una carenza di competenze. Come stanno reagendo manager e imprenditori alla difficoltà di reperire professionisti qualificati? Investendo sempre più internamente (il 63%). Secondo la Salary Guide 2026 di Hays Italia, leader globale nella selezione e nelle soluzioni per le risorse umane, il 49% delle aziende punta a migliorare le competenze dei dipendenti affinché possano continuare a svolgere il proprio ruolo, attraverso percorsi di upskilling, mentre il 14% investe nella loro riqualificazione verso ruoli differenti, tramite attività di reskilling. Solo il 17%, invece, prevede di assumere nuovi talenti per colmare il divario di competenze.

Cresce la richiesta di profili trasversali

L’evoluzione delle esigenze aziendali sta modificando anche le caratteristiche dei profili più ricercati. Le organizzazioni si orientano sempre più verso professionisti “T-shaped”, ovvero capaci di combinare una specializzazione tecnica approfondita con competenze trasversali quali comunicazione, collaborazione tra reparti, adattabilità e gestione del cambiamento.
«In un mercato in cui reperire all’esterno le competenze necessarie è sempre più complesso, investire sulle persone già presenti in azienda diventa una scelta strategica. Le organizzazioni non cercano più soltanto competenze verticali, ma professionisti capaci di integrare una solida specializzazione tecnica con abilità trasversali, capacità di apprendimento e collaborazione tra funzioni diverse. Sviluppare e aggiornare queste competenze permette non solo di colmare gli skill gap, ma anche di accompagnare l’evoluzione dell’organizzazione e preservarne la competitività nel lungo periodo», dichiara Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia.

La crescita dei propri dipendenti è la principale risposta alla carenza di competenze

In un mercato in cui trovare all’esterno i profili necessari è sempre più complesso, lo sviluppo delle persone già presenti in azienda consente di rispondere alle esigenze organizzative, sostenere l’innovazione e preservare la competitività nel lungo periodo. Tra le iniziative più diffuse figurano il finanziamento di corsi esterni, certificazioni o percorsi di laurea, indicato dal 56% delle organizzazioni. Seguono le sessioni di formazione e i workshop interni, scelti dal 33%, e l’accesso a piattaforme di apprendimento online, previsto dal 26%.

La formazione aiuta anche ad attrarre e fidelizzare i talenti

Le opportunità di apprendimento incidono anche sulle aspettative dei professionisti. Il 44% le considera tra i fattori più importanti per la propria crescita, mentre il 43% dichiara di possedere competenze utili che devono però essere aggiornate o ampliate periodicamente.
Offrire percorsi di sviluppo chiari e accessibili può quindi rafforzare la capacità delle aziende di attrarre nuove persone e fidelizzare quelle già presenti. La crescente attenzione verso le competenze sta inoltre favorendo modelli di carriera e retribuzione basati su capacità concrete e misurabili. Questo approccio, noto come skills-based pay, consente di riconoscere economicamente l’acquisizione di nuove competenze e di valorizzare i professionisti in possesso delle capacità più strategiche per l’organizzazione.
Hays plc (il “Gruppo”)è leader mondiale specializzato nella selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane. Il Gruppo è esperto nel recruiting di professionisti qualificati e specializzati a livello globale ed è leader di mercato nel Regno Unito, in Germania e in Australia, oltre a essere uno dei principali player in Europa continentale, America Latina e Asia. Hays opera sia nel settore pubblico sia in quello privato, offrendo servizi di selezione per posizioni permanenti, contratti a progetto e ruoli temporanei. Al 31 dicembre 2025, il Gruppo contava oltre 9.100 dipendenti in 198 uffici distribuiti in 30 Paesi. Il Gruppo ha registrato ricavi netti pari a circa 530 milioni di euro (453,3 milioni di sterline) e un utile operativo di circa 23,5 milioni di euro (20,1 milioni di sterline). L’azienda ha inserito circa 21.000 candidati in posizioni permanenti e 53.000 in ruoli temporanei.
Per mercati, i ricavi netti provenivano per il 12% da Australia e Nuova Zelanda, per il 32% dalla Germania, per il 20% da Regno Unito e Irlanda e per il 36% dal resto del mondo. Per linee di business, il lavoro temporaneo ha rappresentato il 64% dei ricavi netti, mentre la selezione permanente ha contribuito per il 36%. Per settori, Technology è la divisione più rilevante del Gruppo, con il 26% delle commissioni nette, seguita da Accounting & Finance (15%), Construction & Property (12%) ed Engineering (10%). Hays opera in Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, India, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Malesia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Romania, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.
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