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In Arena dal 20 al 23 agosto Nabucco, Turandot, Traviata e Aida

Dopo l’esperienza immersiva di Viva Vivaldi, il 103° Arena di Verona Opera Festival torna alla grande lirica con quattro capolavori di Verdi e Puccini in altrettante serate. Sul palco star internazionali, debutti e ritorni molto attesi

Una sera Vivaldi, quella successiva Verdi. Poi Puccini, ancora Verdi e un cast internazionale che cambia volto quasi ogni notte. L’Arena di Verona entra nel cuore di agosto con una delle settimane più intense del Festival 2026, trasformando l’anfiteatro in una macchina spettacolare che, sera dopo sera, passa dall’esperienza immersiva alla grande tradizione operistica.

Dopo Viva Vivaldi, il concerto firmato Balich Wonder Studio andato in scena ieri sera, oggi, giovedì 20 agosto, si riaccendono i riflettori sull’opera con Nabucco. A seguire arriveranno Turandot venerdì 21, La Traviata sabato 22 e Aida domenica 23 agosto.

Quattro titoli, quattro allestimenti molto diversi e un unico denominatore comune: la dimensione monumentale dell’Arena, dove orchestra, coro, ballerini, mimi, figuranti, tecnici e grandi interpreti internazionali lavorano ogni sera a uno spettacolo capace di coinvolgere migliaia di spettatori.

Questa sera il “Nabucco” visionario di Stefano Poda

Ad aprire la sequenza operistica, giovedì 20 agosto alle 21, è Nabucco, uno dei titoli verdiani più profondamente legati all’immaginario collettivo italiano.

Arena di Verona
Una scena de La Turandot – Ph.Credits Ennevi ©

Sul podio torna Sebastiano Rolli, mentre il ruolo del protagonista è affidato a Luca Salsi. Accanto a lui Marta Torbidoni veste i panni della temibile Abigaille, Anna Werle è Fenena, Alexander Vinogradov interpreta Zaccaria e Paolo Lardizzone debutta nella stagione areniana come Ismaele.

Ma il Nabucco del Festival 2026 non vive soltanto delle grandi voci. L’allestimento di Stefano Poda costruisce un universo visivo potente, quasi futuristico, nel quale il conflitto tra popoli e individui viene tradotto in immagini, duelli, movimenti scenici e materiali luminosi.

Il Coro della Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani, diventa inevitabilmente uno dei protagonisti assoluti, soprattutto in un’opera che ha consegnato alla storia una delle pagine corali più celebri di sempre.

Dopo la recita di questa sera, Nabucco tornerà il 28 agosto e il 9 settembre.

“Turandot”, cento anni dopo

Venerdì 21 agosto sarà invece la notte di Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, rimasta incompiuta alla morte del compositore e arrivata per la prima volta sulle scene esattamente un secolo fa.

In Arena torna nell’allestimento fiabesco e spettacolare di Franco Zeffirelli, con i costumi firmati dalla premio Oscar Emi Wada.

A interpretare la principessa di ghiaccio sarà Lise Lindstrom, nuovamente all’Arena dopo quattordici anni e oggi tra le Turandot più apprezzate a livello internazionale. Al suo fianco Yusif Eyvazov nel ruolo di Calaf e Lisette Oropesa come Liù, al debutto nel personaggio.

Michele Pertusi sarà Timur, mentre sul podio salirà Andrea Battistoni, direttore veronese dalla carriera internazionale, alla guida dell’Orchestra, del Coro e delle Voci bianche di Fondazione Arena.

È uno di quei titoli in cui l’Arena sembra trovare la propria dimensione naturale: grandi masse, scene monumentali, colori, cerimonie e naturalmente l’attesa per quel Nessun dorma che continua a parlare anche a chi frequenta l’opera solo occasionalmente.

“La Traviata” fra Parigi, Belle Époque e Moulin Rouge

Sabato 22 agosto il clima cambia completamente. Con La Traviata si entra nella Parigi della Belle Époque, nell’allestimento che ha inaugurato il Festival 2026 e che nasce anche dalla collaborazione con il Moulin Rouge.

La regia è di Paul Curran, le scene di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti e le coreografie di Kyle Lang.

Protagonista sarà Rosa Feola nel ruolo di Violetta Valéry, affiancata ancora da Luca Salsi come Giorgio Germont. Adam Smith debutta invece sul palcoscenico areniano nei panni di Alfredo.

La serata avrà anche un significato particolare sul fronte musicale: sarà infatti l’ultima direzione di Michele Spotti all’Arena per questa stagione, dopo essere stato protagonista dell’inaugurazione 2026 e delle prime recite di Nabucco.

Le successive rappresentazioni della Traviata saranno affidate a Francesco Ivan Ciampa fino al 12 settembre, data che chiuderà il Festival.

Domenica torna l’“Aida” d’oro di Zeffirelli

Non potrebbe esserci un finale più areniano.Domenica 23 agosto torna infatti Aida, l’opera simbolo dell’anfiteatro veronese, proposta nell’ormai celebre allestimento di Franco Zeffirelli.

Arena di Verona
Una scena di Aida – Ph.Credits Ennevi ©

Un Egitto immaginato attraverso oro, grandi geometrie, pietre, tessuti preziosi e una piramide che domina la scena. Uno spettacolo che punta sulla grandiosità senza rinunciare alla dimensione intima della vicenda di Aida e Radames.

Nei ruoli principali ci saranno Aleksandra Kurzak e Roberto Alagna, coppia nella vita oltre che sul palcoscenico. Clémentine Margaine sarà Amneris, Youngjun Park interpreterà Amonasro, Simon Lim sarà Ramfis e Mariano Buccino debutterà in Arena nel ruolo del Re.

Sul podio Francesco Ommassini, alla guida di Orchestra e Coro della Fondazione Arena.

Anche il Ballo avrà un ruolo importante, con le coreografie originali di Vladimir Vasiliev e la partecipazione, tra gli altri, di Virna Toppi e Nicola Del Freo, primi ballerini del Teatro alla Scala al loro debutto in Arena.

Aida tornerà poi il 30 agosto, il 4 e il 10 settembre.

Quattro sere, quattro modi diversi di vivere l’opera. Più che una semplice successione di titoli, quella che l’Arena propone in questi giorni è quasi una piccola maratona della lirica.

Dal mondo oscuro e simbolico di Nabucco alla Cina immaginaria di Turandot, dalla Parigi seducente e dolorosa della Traviata all’Egitto monumentale di Aida: in quattro sere il pubblico potrà attraversare mondi completamente diversi senza mai lasciare l’anfiteatro veronese.

Ed è forse proprio questa capacità di cambiare pelle ogni notte, facendo convivere tradizione, grandi voci, regia contemporanea e spettacolarità, a spiegare perché dopo oltre un secolo l’opera all’Arena continui ad avere un fascino difficilmente replicabile altrove.

Il 103° Arena di Verona Opera Festival 2026 proseguirà fino al 12 settembre.

Nell’Immagine in evidenza: un momento del Finale II di Nabucco in Arena. ©

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Informazioni
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Via Roma 7/D, 37121 Verona – ufficio.stampa@arenadiverona.it
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