In uscita il 4 settembre 2026 per Chill Tone Records, l’album vede il pianista britannico affiancato da Conor Chaplin, Luke Tomlinson e Iain Ballamy
Dopo quindici anni trascorsi al fianco di alcuni dei protagonisti più apprezzati della scena jazz e pop internazionale, Jamie Safir sceglie finalmente di occupare il centro del palco. Il pianista e compositore britannico pubblicherà il 4 settembre 2026, per Chill Tone Records, Momentism, il suo album di debutto come bandleader e autore.
Nato a Manchester e residente a Londra, Safir ha costruito una brillante carriera come accompagnatore, collaborando con artisti del calibro di Kylie Minogue, Annie Lennox, Laufey, Jessie Ware, Veronica Swift, Jamie Cullum, Will Young e Judi Jackson. Si è esibito in duo con Kylie Minogue alla Royal Albert Hall ed è diventato una presenza abituale del Ronnie Scott’s, storico jazz club londinese, dove ha anche condotto la prima jam session vocale settimanale del locale.
Con Momentism, il musicista porta in primo piano la propria voce creativa, dando vita a un lavoro profondamente personale nel quale confluiscono esperienze, cambiamenti ed emozioni maturati nel corso degli anni.
Una formazione di primo piano
Per la realizzazione dell’album, Jamie Safir è affiancato da una formazione di grande livello composta dal bassista Conor Chaplin, già collaboratore di Jacob Collier e Marius Neset, e dal batterista Luke Tomlinson, che ha lavorato con Callum Au e Labi Siffre.
In più della metà dei brani interviene inoltre il celebre sassofonista tenore britannico Iain Ballamy, membro fondatore dell’innovativa big band degli anni Ottanta Loose Tubes e storico collaboratore del pianista Django Bates.
I quattro musicisti interpretano una raccolta di composizioni originali caratterizzate da una scrittura melodica immediata, capace di coniugare intensità emotiva, sensibilità jazz e influenze provenienti dalla migliore tradizione cantautorale e pop.
Un album profondamente autobiografico
Momentism ha preso forma durante un periodo particolarmente delicato nella vita di Safir, segnato dalla fine di una relazione durata sette anni e dal trasferimento al mare dopo un decennio trascorso a Londra. Il progetto è così diventato quasi autobiografico quanto “Piano Talk”, lo spettacolo solista presentato per la prima volta nel 2022 al Ronnie Scott’s e al Crazy Coqs di Soho.
«Scrivo, registro e mi esibisco professionalmente da quindici anni», racconta Safir. «È stato entusiasmante viaggiare in tutto il mondo facendo questo lavoro, ma non ero mai io l’artista, non ero mai al centro dell’attenzione. Le persone di Chill Tone hanno creduto davvero in me e hanno dedicato moltissime energie alla realizzazione dell’album».
I nove brani del disco attraversano differenti momenti della carriera del pianista: dalle composizioni scritte durante gli anni universitari fino a quelle nate nelle settimane immediatamente precedenti alle sessioni di registrazione.
«L’album è arrivato mentre la mia vita attraversava profondi cambiamenti», prosegue Safir. «È stato un periodo piuttosto folle e gran parte di quelle emozioni è confluita nella musica».
Tra jazz, pop e grande tradizione cantautorale
Cresciuto nella vivace cultura musicale di Manchester, città legata alla Factory Records, alla scena Madchester e alle origini del Britpop, Jamie Safir ha sviluppato una scrittura accessibile e fortemente melodica. Nella sua musica convivono il jazz di Chick Corea e Herbie Hancock, le sofisticate armonie degli Steely Dan e la sensibilità autorale di James Taylor, Joni Mitchell, Rufus Wainwright e Burt Bacharach.
«Credo che nella mia musica sarà sempre presente una sensibilità popolare», spiega il pianista. «Una delle cose che amo del jazz è la sua capacità di assimilare e assorbire una grande varietà di influenze».
Le sue radici musicali affondano nell’adolescenza trascorsa a Manchester. A soli tredici anni Safir lavorava come tecnico del suono in un jazz club situato nella strada in cui abitava, avendo così l’opportunità di incontrare e aprire i concerti di numerosi artisti britannici. Tra questi anche Georgie Fame, che gli permise di utilizzare il suo celebre organo Hammond durante un’esibizione.
Il significato di Momentism
Il titolo dell’album racchiude il cuore concettuale del progetto: la difficoltà e, allo stesso tempo, la necessità di vivere pienamente il presente.
«L’idea alla base di Momentism riguarda la difficoltà di essere davvero presenti nel momento, una necessità fondamentale nel jazz ma anche nella vita», afferma Safir. «Parla inoltre delle decisioni prese d’impulso, che sul momento possono farci stare bene ma che, con il passare del tempo, rischiano di rivelarsi dannose».
Tra momenti esaltanti e dolorosi, trasformazioni personali, gioia e disillusione, Momentism condensa una vita di esperienze in nove composizioni originali, intime ma coinvolgenti. Con questo debutto, Jamie Safir abbandona il ruolo di raffinato accompagnatore per presentarsi finalmente come protagonista, bandleader e compositore dotato di una voce personale e riconoscibile.




