Il pianista e compositore Donald Vega, candidato ai Grammy, annuncia l’uscita di Play It Forward, il suo nuovo album disponibile dal 21 agosto 2026 per Imagery Records, in collaborazione con The Side Door. Registrato ai Power Station New England e prodotto da Donald Vega, Laura Vega e Ken Kitchings, Play It Forward vede protagonista il sestetto latin jazz di Vega, composto dalla percussionista Carly Maldonado, dal bassista Raul Reyes, dal batterista Pete Van Nostrand, dal trombettista Brandon Lee e dal sassofonista David DeJesus.
Interamente composto e arrangiato da Vega, Play It Forward è stato realizzato grazie a una commissione New Jazz Works di Chamber Music America, con il sostegno della Doris Duke Foundation. L’album celebra il valore del mentoring e il modo in cui i musicisti condividono storie, tradizioni e conoscenze attraverso le generazioni. Vega ha scritto queste musiche come gesto di gratitudine nei confronti degli insegnanti, dei maestri e di tutte le persone che hanno sostenuto e segnato il suo percorso, portando avanti i loro insegnamenti attraverso le proprie composizioni.
Vega si esibisce a livello internazionale come pianista del celebre contrabbassista Ron Carter, che lo ha definito “la prossima voce del pianoforte” nel jazz, e insegna alla Juilliard School, dove durante i suoi studi ha avuto modo di lavorare anche con un gigante del pianoforte come Kenny Barron. Il suo album del 2023, As I Travel, ha ricevuto una candidatura ai Grammy nella categoria Best Latin Jazz Album, mentre nello stesso anno Vega è stato nominato Guggenheim Fellow per la composizione.
Vega ha iniziato a studiare pianoforte classico nel suo paese natale, il Nicaragua, dove è cresciuto in un contesto segnato dalla guerra civile e dalla violenza politica. Sua madre emigrò per prima negli Stati Uniti; Vega la raggiunse nel 1989, arrivando a Los Angeles all’età di 15 anni come immigrato senza documenti e ottenendo successivamente asilo politico.
Quando un incendio nell’appartamento distrusse il suo pianoforte, Vega disegnò una tastiera su un foglio di carta e continuò a esercitarsi su quella, immaginando e ascoltando la musica nella propria mente.
La musica offrì a Vega un modo per comunicare ancora prima che imparasse a parlare bene inglese. Sua madre riuscì a trovargli un vero e proprio rifugio musicale presso la Colburn School of Performing Arts. Alla Crenshaw High School, Iris Stevenson lo aiutò a partecipare alle competizioni locali dedicate ai giovani talenti; al The World Stage, il batterista Billy Higgins gli insegnò il linguaggio del jazz. Anche Francisco Aguabella, Al McKibbon e altri importanti musicisti lo presero sotto la propria ala.

Quando, in seguito, una legge sull’immigrazione mise a rischio la sua possibilità di rimanere negli Stati Uniti, diversi membri della comunità jazz scrissero lettere in suo favore. Tra loro ci fu anche Quincy Jones, mentre un avvocato accettò di occuparsi gratuitamente del suo caso. Vega ha più volte definito quelle persone i suoi “angeli”.
«Il potere del mentoring va ben oltre la crescita musicale», afferma Vega. «Mi ha dato una comunità, un senso di appartenenza e quella saggezza di cui avevo profondamente bisogno durante la mia giovinezza».
Gli album di Vega sembrano preparare questo momento da decenni. Tomorrows, pubblicato nel 2008, presentava un pianista dal tocco lirico, dalla solida sensibilità ritmica e con una profonda intesa con il batterista Lewis Nash.
Con Spiritual Nature del 2012, pubblicato da Resonance Records, Vega ampliò ulteriormente la propria tavolozza musicale collaborando con il bassista Christian McBride, Nash e una formazione più ampia, mostrando già nella scrittura la capacità di far convivere elementi jazz, latini e classici.
With Respect to Monty, del 2015, rese omaggio al pianista Monty Alexander e dimostrò quanto Vega fosse capace di celebrare un maestro mantenendo al tempo stesso una propria, riconoscibile prospettiva artistica.
As I Travel, uscito nel 2023 e realizzato con John Patitucci, Lewis Nash e Luisito Quintero, ha invece raccontato attraverso composizioni originali il percorso umano e musicale di Vega dal Nicaragua a Los Angeles fino a New York.
Con Play It Forward, l’attenzione si sposta dal suo percorso personale alle persone che lo hanno aiutato a trovare la propria strada.
Vega parte sempre dalla melodia: desidera che gli ascoltatori possano canticchiare e cantare le sue composizioni, con l’obiettivo di creare una musica capace di essere apprezzata da generazioni diverse. Intorno alle melodie costruisce un universo fatto di ritmi afro-cubani, figure di montuno, percussioni influenzate dalla tradizione batá, armonia jazz e forme classiche.
Prima di entrare in studio ai Power Station New England, il sestetto ha trascorso otto mesi a suonare e perfezionare il repertorio dal vivo, un periodo insolitamente lungo che ha permesso ai brani di maturare sul palco prima di essere registrati. Vega ha scelto personalmente ogni componente del gruppo, non soltanto per le qualità musicali, ma anche per l’intesa umana.
Vega ha studiato insieme a Van Nostrand, Lee e DeJesus, con i quali condivide amicizia e collaborazioni musicali da circa vent’anni.
Il bassista Raul Reyes è stato invece allievo di Vega alla Juilliard, facendo così entrare concretamente all’interno della formazione quello stesso passaggio di conoscenze tra generazioni che costituisce il cuore dell’album.
Carly Maldonado e Vega si conoscono da molti anni e proprio grazie a questo progetto hanno ulteriormente approfondito la loro collaborazione artistica.
Anche i titoli dei brani raccontano parte di questa storia
“Para Aguabella” è dedicato a Francisco Aguabella; “McKibbon’s Bugalú” rende omaggio ad Al McKibbon; “Smilin’ Billy” evoca Billy Higgins; mentre il brano conclusivo “A Hymn for Iris” porta Iris Stevenson all’interno del cerchio ideale di persone celebrate dall’album.
Tra i brani del progetto che hanno riscosso maggiore successo durante le esibizioni dal vivo figurano “McKibbon’s Bugalú” e “Para Aguabella”.
In McKibbon’s Bugalú, Reyes esegue una melodica linea di basso scritta da Vega, mentre Brandon Lee firma uno degli assoli di tromba più significativi dell’intero album.
In Para Aguabella spiccano invece l’assolo di Vega e il lavoro di Carly Maldonado alle congas e ai batá, che avvolgono e dialogano con il pianoforte.

«Suonare con gli amici è un dono», racconta Vega. «Arrivano a ogni concerto e a ogni sessione desiderosi di interpretare la musica al meglio e di comprendere la visione che c’è dietro. Sono grato per la loro positività, la collaborazione e lo spirito gioioso che portano con sé: sono certo che tutto questo si sentirà nell’album».
La Tracklist
- Para Aguabella
- La Flor y El Toro
- Into the Unknown
- Habla Conmigo
- McKibbon’s Bugalú
- Smilin’ Billy
- On Your Shoulders We Stand
- The Road to Happiness
- Play It Forward
- A Hymn for Iris




