L’acclamato chitarrista Miles Okazaki, il regista Frank Heath e il produttore David Breskin presentano “The Monkathon”, un film-concerto dal vivo senza precedenti nel quale l’intera opera di Thelonious Monk viene eseguita alla chitarra solista. L’uscita è prevista per sabato 10 ottobre 2026.
Il 22 settembre, al Roulette di Brooklyn, si terrà la prima mondiale di “The Monkathon”, con la proiezione di uno dei quattro episodi del film, del documentario “Behind the Monkathon” e un incontro con Miles Okazaki e Frank Heath.
Nel 2024 il chitarrista Miles Okazaki ha affrontato un’impresa straordinaria. Nel corso di un’unica serata alla Jazz Gallery ha eseguito, in più di cinque ore, tutte le 66 composizioni di Thelonious Monk, suonandole a memoria e alla chitarra solista. Due giorni dopo ha ripetuto l’intera esecuzione. Il regista Frank Heath era presente per documentare questa performance unica.
“The Monkathon”, il film in quattro parti realizzato da Heath per raccontare il concerto-maratona di Okazaki, sarà disponibile dal 10 ottobre, giorno del 109° anniversario della nascita di Monk.
Il film-concerto, il documentario dietro le quinte “Behind the Monkathon”, il taccuino utilizzato da Okazaki durante la preparazione, una galleria di immagini e il racconto dell’impresa saranno pubblicati sul sito dedicato Monkathon.com.
Tutti i contenuti saranno accessibili gratuitamente e in modo permanente.
“The Monkathon” prosegue il progetto avviato da Okazaki nel 2017, quando registrò l’intero repertorio di Thelonious Monk in occasione del centenario della nascita del compositore. Pubblicato nel 2018, il cofanetto di sei dischi “Work” ottenne ampi consensi per la sua audace originalità.
Il progetto venne definito «una monumentale dichiarazione di devozione» da Giovanni Russonello del New York Times, «l’equivalente, sulle sei corde, di una scalata in solitaria e senza protezioni a El Capitan» da Nate Chinen di WBGO, «eroico» da Kevin Whitehead di NPR Fresh Air e «sbalorditivo» da Mark Corroto di All About Jazz.
L’album entrò in più di dodici classifiche dedicate ai migliori dischi dell’anno e Okazaki fu votato come migliore chitarrista emergente nel referendum della critica di DownBeat.
Il 10 ottobre 2026, Okazaki ripubblicherà inoltre “Work” in formato CD per l’etichetta Cygnus Recordings. L’album non era più disponibile dopo l’esaurimento della prima tiratura.
La prima mondiale a Brooklyn
Martedì 22 settembre, al Roulette di Brooklyn, la prima mondiale di “The Monkathon” proporrà uno dei quattro set della durata di un’ora e il breve documentario dedicato alla realizzazione del progetto. Al termine della proiezione si terrà un incontro con Miles Okazaki e Frank Heath.
Il film sarà presentato anche il 26 settembre a Portland, nel Maine.
La nascita di “The Monkathon”
Il progetto cominciò a prendere forma nel 2022 a San Francisco, due giorni prima del 105° anniversario della nascita di Monk, quando Okazaki eseguì un set solista dedicato alle sue composizioni allo SFJAZZ.
Al termine del concerto venne avvicinato dal produttore e scrittore David Breskin, anch’egli grande appassionato di Monk, che gli propose l’idea di realizzare un’esecuzione completa della sua musica: cosa sarebbe accaduto se Okazaki avesse suonato l’intero repertorio di Monk in una sola notte e il concerto fosse stato ripreso?
Inizialmente Okazaki si mostrò riluttante, ritenendo che l’impresa fosse probabilmente al di là delle sue possibilità, ma chiese un anno di tempo per lavorare al progetto. Cominciò quindi a esercitarsi su una massiccia chitarra degli anni Quaranta, elaborando quattro possibili scalette della durata di un’ora ciascuna.
Quando si convinse della possibilità di realizzare il film, Okazaki si riunì con Breskin e Heath per pianificare ogni dettaglio.
Dopo i concerti sold out alla Jazz Gallery, iniziò il lungo lavoro necessario per trasformare l’enorme quantità di riprese in una narrazione coinvolgente. Heath trascorse mesi a montare il materiale, cercando un ritmo visivo capace di seguire quello della musica e di creare un flusso naturale e accogliente.
«Attraverso centinaia di piccole decisioni», racconta Okazaki, «Frank è riuscito ad accrescere l’intimità e l’impatto del concerto oltre ciò che avrei potuto immaginare».
Okazaki osservatore della propria esecuzione
Grazie al film, Okazaki ha potuto osservare dall’esterno la propria performance.
«Riesco a vedere che sto prendendo determinate decisioni», spiega, «ma sul palco mi sentivo più come un tramite per la musica che come un partecipante attivo. La musica e il pubblico mi avevano restituito almeno la stessa quantità di energia che avevo impiegato. Avevo esplorato fino in fondo i limiti delle mie capacità per rendere omaggio allo straordinario corpus musicale di Thelonious Monk. In realtà, era tutto ciò che desideravo fare».
All’inizio del documentario “Behind the Monkathon” si vede un intervistatore domandare a Monk quale delle proprie composizioni preferisca. «Mi piacciono tutte», risponde il musicista.
È l’introduzione perfetta all’approccio scelto da Okazaki, che non intende attribuire maggiore importanza a un brano rispetto agli altri.
«Si tratta di riuscire a comprendere l’intero corpus di opere», afferma, «di osservarlo tutto insieme, nello stesso luogo, per capire in che modo un elemento possa essere collegato a un altro».
Studio, disciplina e lavoro quotidiano
Nel documentario, Okazaki sfoglia alcuni disegni realizzati durante i primi anni della propria vita. Diventa così evidente come il taccuino e la matita rappresentino per lui strumenti attraverso i quali comprendere il mondo e sé stesso, arrivando al cuore delle cose.
Questo sguardo meticoloso e quasi ossessivo si adatta perfettamente alla musica di Monk.
«Mi interessa capire quali obiettivi possano essere raggiunti attraverso un lavoro costante e progressivo», spiega Okazaki. «L’ispirazione può essere inaffidabile, quindi cerco di costruire delle abitudini».
A motivarlo davvero sono però il viaggio e la gioia di raggiungere quello stato di flusso nel quale avviene una rivelazione. Parallelamente alla preparazione del concerto, il documentario racconta anche gli allenamenti di Okazaki per la Maratona di New York, disputata appena due settimane dopo l’esecuzione dedicata a Monk.
«Perché lo sto facendo?», si domanda il chitarrista. «È una lunga meditazione, un attraversamento di tanti piccoli episodi: che cosa produce tutto questo nella coscienza? Correre una maratona è diverso dal correre cinque miglia per cinque volte. È diverso. Non è facile descrivere come o perché, ma lo è: si raggiungono luoghi differenti».
Attraverso il film di Frank Heath, gli spettatori potranno accompagnare Okazaki in quei luoghi e vivere la totalità trascendente della grande opera di Thelonious Monk attraverso l’esecuzione ispirata di un artista rigoroso, lucido e profondamente devoto alla sua musica.
Miles Okazaki – è un chitarrista residente a New York, originario di Port Townsend, una piccola città sul mare nello Stato di Washington. Nel corso di tre decenni di attività dal vivo e in studio ha collaborato con Kenny Barron, John Zorn, Steve Coleman, Miguel Zenón, Stanley Turrentine, Henry Threadgill, Patricia Brennan, Dan Weiss, Anthony Tidd, Adam Rudolph, Anna Webber, Matt Mitchell, Mary Halvorson, Jonathan Finlayson, Jen Shyu, Jacob Garchik, Jon Irabagon, Jane Monheit, Amir ElSaffar, Darcy James Argue e molti altri. Negli ultimi dodici anni ha pubblicato dodici album di composizioni originali per le etichette Sunnyside, Pi e Cygnus. È autore del libro “Fundamentals of Guitar”, pubblicato da Mel Bay, insegna alla Princeton University e ha conseguito titoli accademici presso la Harvard University, la Manhattan School of Music e la Juilliard School.
Frank Heath – è nato nel 1982 a St. Joseph, nel Missouri. Ha presentato le proprie opere in mostre personali alla Simone Subal Gallery di New York e in esposizioni collettive presso lo Swiss Institute di New York, Young World a Detroit, la Simone Subal Gallery, Art Basel Statements a Basilea e la Videotage Gallery di Hong Kong. I suoi lavori sono stati inoltre inclusi in mostre e proiezioni ospitate da realtà quali The Kitchen di New York, l’International Film Festival Rotterdam, The Power Plant di Toronto, il Centre Pompidou di Parigi e la High Line di New York. Attualmente vive e lavora a New York.
Nell’Immagine in evidenza: miles Okazaki che interpreta il film concerto “Telonious Monk” ©
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