In uscita il 18 settembre 2026, il nuovo lavoro del bassista e compositore del Vermont Kyle Saulnier (Aka thèriot) fonde il linguaggio musicale americano con scrittura orchestrale contemporanea e suggestioni industrial rock
Ci sono momenti in cui cambiare nome significa riconoscere una trasformazione profonda. È ciò che accade a Kyle Saulnier, bassista, compositore e arrangiatore del Vermont che, dopo l’esperienza alla guida della celebrata Awakening Orchestra, sceglie di presentarsi con il nome di thèriot. e di affidare al nuovo album the Other. la parte più intima e vulnerabile del proprio percorso artistico.
In uscita venerdì 18 settembre 2026, the Other. è un’opera intensa e profondamente personale, nata dall’esigenza di attraversare il dolore, la depressione e tutte quelle maschere che indossiamo quando cerchiamo di convincere gli altri – e forse anche noi stessi – che vada tutto bene.
Il passaggio da Kyle Saulnier a thèriot. non rappresenta soltanto una nuova identità artistica. È anche un omaggio alle sue radici acadiane e, soprattutto, la consapevolezza che l’artista di ieri non coincide più con quello di oggi. Il nuovo nome diventa così il segno visibile di un cambiamento interiore, mentre la musica si trasforma in uno spazio nel quale fragilità e inquietudini possono finalmente emergere senza difese.
Tra America, orchestra e forza industrial rock
Musicista poliedrico, Saulnier costruisce un linguaggio capace di fondere il grande patrimonio musicale americano con le più moderne tecniche orchestrali e con la potenza materica dell’industrial rock.
La sua musica è stata definita da WNYC «rigogliosa e inventiva», mentre DownBeat Magazine l’ha descritta come «un Great American Songbook di tutt’altro ordine».

Nel corso della sua carriera, le composizioni, gli arrangiamenti e le orchestrazioni di Saulnier sono stati eseguiti negli Stati Uniti e a livello internazionale da realtà e artisti quali Metropole Orkest, Jon Irabagon, The Westerlies, WeatherVest, Osso String Quartet e Vermont Symphony Orchestra.
In the Other. questa esperienza confluisce in una scrittura lucida e stratificata, capace di unire forza e delicatezza, complessità orchestrale e immediatezza emotiva. La musica non cerca di nascondere le ferite, ma le osserva da vicino, lasciando che diventino materia sonora e racconto condiviso.
Un ensemble tra New York e la scena creativa del Vermont
Per dare forma al progetto, thèriot. ha riunito un ensemble ibrido composto da alcuni importanti protagonisti della scena musicale newyorkese e da figure di primo piano della comunità creativa del Vermont.
Al suo fianco troviamo Nadje Noordhuis, già al lavoro con Maria Schneider, Darcy James Argue e Anat Cohen; Andrew Gutauskas, noto per le collaborazioni con Brass Against e Miho Hazama; e Samuel Quiggins dell’Heartstrings Project.
A loro si aggiungono Michael Chorney, orchestratore di Hadestown e membro di Freeway Clyde e Viperhouse; Matthew LaRocca, attivo con Freeway Clyde, soft rocks e Vermont Symphony Orchestra; Brooke Quiggins della Vermont Symphony Orchestra, Osso String Quartet e Jukebox String Quartet; Jane Boxall, conosciuta per il lavoro con Freeway Clyde e Tinkerbullet; e Daniel Ryan, legato a The Dan Ryan Express, Madaila e Saturn People’s Sound Collective.
Il risultato è un album corale e, nello stesso tempo, estremamente intimo: un incontro tra personalità musicali differenti, tenute insieme da una scrittura dalla direzione precisa e dalla forte identità.
Come ha scritto il critico Nate Chinen a proposito del lavoro di Saulnier con The Awakening Orchestra: «La scrittura di Saulnier è concentrata e sicura: una musica animata da una convinzione limpida, sostenuta da un’esecuzione altrettanto solida».
Con the Other., thèriot. non offre risposte semplici, ma apre uno spazio autentico nel quale riconoscere il dolore, abbandonare le apparenze e accettare ciò che spesso rimane nascosto dietro la rassicurante finzione che tutto vada bene.
Per conoscere meglio thèriot sito ufficiale, Instagram e Bandcamp




