Skip to main content
Ultime in Evidenza
Advertising Banner
305x250

Arcana – La Valmarecchia scolpita: Andrea da Montefeltro che riaccende la memoria di San Leo e San Marino

ARCANA – La voce della pietra e l’anima del Montefeltro: Andrea da Montefeltro scolpisce il Nuovo Umanesimo

Dagli antichi scalpellini San Marino e San Leo all’arte contemporanea. Al Castello dei Conti Oliva, la materia si fa archivio cosmico e rito di liberazione, unendo simbolicamente le terre del Montefeltro.

C’è un punto preciso in cui la geografia smette di essere solo paesaggio e si fa matrice del pensiero. È il Montefeltro, terra aspra e sublime che ha nutrito il Rinascimento e che oggi, nel Castello dei Conti Oliva di Piandimeleto, apre le sue porte alla mostra di Andrea da Montefeltro, ARCANA — Il Leone del Nuovo Orizzonte. Molto più di una personale, questa esposizione si configura come un manifesto silenzioso e radicale, un invito a una necessaria decelerazione dello sguardo in un’epoca dominata dall’istantaneità.

ARCANA - Andrea da Montefeltro
Scacchiera – opera realizzata da Motefeltro e Malatesta ©

Inserita nel calendario ufficiale per l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi e sostenuta dal Centro UNESCO di Firenze, la mostra  vede la direzione artistica di Annalisa Di Maria, propone una riflessione profonda sulla matericità, unendo scultura, scienza e cosmologia in un abbraccio che definisce i contorni di un Nuovo Umanesimo.

Per decifrare l’anima di questa terra e delle sue opere, bisogna scavare ancora più a fondo, oltre le origini cristiane. Prima ancora dell’evangelizzazione, questa terra aspra e sublime era già un luogo sacro, dedicato a Giove. Il Montefeltro, con le sue vette che sfidano il cielo, era un altare naturale dove il divino si manifestava nella potenza primordiale della roccia. Fu poi il turno di mani umili e sacre: San Marino e San Leo, scalpellini giunti dalla Dalmazia, lavorarono quella stessa pietra per erigere rifugi, altari e comunità. Fu attraverso il ritmo ancestrale dello scalpello che si incise la prima identità spirituale del territorio. La pietra, qui, non è mai stata materia inerte: è stata il primo verbo, il fondamento della fede, la testimonianza fisica di un dialogo ininterrotto tra l’umano e il divino.

ARCANA - Andrea da Montefeltro
La scheggia nelle carni – opera realizzata da Andrea da montefeltro ©

Questa vocazione non è una reliquia polverosa, ma un retaggio che non si disperde. Scorre sotterranea nelle vene del Montefeltro e riemerge, intatta nella sua potenza, ancora oggi attraverso coloro che continuano a portare messaggi nella pietra. Tutta la mostra è costruita su un impianto simbolico rigoroso, realizzato interamente con la pietra del Montefeltro, lo stesso materiale che San Leo e San Marino scolpirono secoli fa per dare forma alla fede e alla comunità. Una roccia antica di milioni di anni, che Andrea da Montefeltro lavora non per dominarla, ma per ascoltarla, restituendole una voce. È questa la continuità che rende Arcana un’esperienza unica: la pietra continua ancora a parlare con una voce antica, attraversando i secoli attraverso le mani dell’arte e la forza intrinseca di questa materia primordiale. Ciò che gli scalpellini fondatori incisero per costruire luoghi di rifugio e preghiera, Andrea da Montefeltro oggi lo trasforma in forme che interrogano il cosmo, la biologia e l’anima umana. La stessa pietra, la stessa terra, una voce che non tace ma si trasforma, adattandosi ai linguaggi del presente senza perdere la sua memoria millenaria. Andrea si fa così testimone del territorio e custode di questa eredità, raccogliendo il testimone per tradurne il messaggio nel linguaggio dell’arte contemporanea.

Andrea da Montefeltro lavora la roccia con la devozione degli antichi scalpellini, ma con la consapevolezza di un biologo. Le sue opere nascono da un cortocircuito semantico e fecondo: l’incontro tra il rigore della scienza e la profondità del gesto artistico. Le sue figure, scolpite interamente a mano, esibiscono la traccia dello scalpello non come imperfezione, ma come impronta di un dialogo carnale tra corpo e materia. Sculture come La Nana Bianca, Energia Madre o Contact superano la dimensione puramente figurativa per trasformarsi in vere e proprie equazioni scolpite. Sono forme tangibili che traducono la geometria delle stelle collassate, la tensione dell’energia primordiale e le complesse strutture cellulari. Opere come “Cuore di Tenebra”. Qui, la figura che si libera dallo scudo e dalla croce per gettarli a terra rinnova il rito ancestrale: un paradigma che invita a rinunciare alle protezioni esteriori per affrontare la propria verità interiore. È un atto di coraggio che si fa forma, un messaggio criptico affidato alla roccia, accompagnato da un testo poetico che ne amplifica la risonanza:

“Liquore vermiglio che scorre e pulsa.”
“La vita è sopravvivere alle proprie paure.”

Parola e pietra si rispecchiano in un’esperienza sinestetica dove il linguaggio verbale amplifica la scultura, e la scultura dà corpo al linguaggio.

La ricerca di Andrea da Montefeltro attinge a una memoria collettiva stratificata, dove il mito e la storia si fondono nella roccia. Se L’Arco di Nessuno indaga l’eterno tema del limite umano e la Scacchiera monumentale  di 60 cm rievoca l’epica e secolare rivalità tra le casate dei Montefeltro e dei Malatesta, è proprio attraverso queste opere che avviene il vero miracolo: i diversi territori che costituivano l’antico Montefeltro, dalle terre marchigiane, i confini toscani, la Valmarecchia romagnola e San Marino si ritrovano e comunicano con una sola voce. Nato a Rimini, Andrea da Montefeltro realizza il suo intento di unire queste terre attraverso il linguaggio universale e senza tempo della pietra. Le sue sculture superano le fratture della geografia politica e le divisioni amministrative, ricucendo l’antico Montefeltro in un unico, grande paesaggio dell’anima, senza divisioni. A guidare questa complessa architettura di significati è Annalisa Di Maria, studiosa di fama internazionale, specialista di Neoplatonismo e di Leonardo da Vinci. Il suo apporto critico restituisce alla mostra una visione filosofica che non indulge a un nostalgico ritorno al passato, ma propone un paradigma in cui scienza, ecologia e spiritualità francescana convergono nella responsabilità e nella cura del creato.

In un sistema dell’arte sempre più frammentato, Arcana chiede tempo. L’allestimento valorizza i cambi di luce e i punti di vista multipli, celebrando il “turismo lento” come antidoto alla frenesia dell’immagine. Per penetrare davvero nel processo creativo, il pubblico potrà partecipare alle visite guidate esclusive condotte personalmente dall’artista, previste tutti i sabati e le domeniche pomeriggio. Incontrare Andrea da Montefeltro nello spazio che ha ispirato la sua ricerca significa accedere al “messaggio” dell’opera senza smontarne il mistero, rendendo la mostra un’esperienza profondamente viva, dialogica e trasformativa.

LA MOSTRA

Titolo: ARCANA — Il Leone del Nuovo Orizzonte
Artista: Andrea da Montefeltro
Direzione Artistica e Curatela: Annalisa Di Maria
Luogo: Castello dei Conti Oliva, Piandimeleto (PU)
Date: 10 luglio – 30 settembre 2026 (aperta tutti i giorni).
Proroga: da ottobre a novembre la mostra sarà aperta esclusivamente nel fine settimana (sabato e domenica).
Orari di apertura: 9:00–12:00 | 16:30–18:30
Visite guidate speciali: Esclusive con l’artista tutti i sabati e le domeniche pomeriggio.

La mostra è organizzata dal Comune di Piandimeleto e dal Centro UNESCO di Firenze, con il patrocinio della Regione Marche, della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche e della Provincia di Pesaro e Urbino.

Nell’Immagine in evidenza: Pater Noster, la scultura realizzata da Andrea da Montefeltro ©

Notizie correlate