Il chitarrista e compositore di Brooklyn Max Light esplora la perdita della memoria e dell’identità nel suo nuovo album, intenso e complesso, Unlearning
In uscita il 13 novembre 2026 per Chill Tone Records, l’album vede la partecipazione del pianista Julian Shore, del bassista Walter Stinson, del batterista Steven Crammer e del sassofonista Caleb Wheeler Curtis
La vita può essere considerata, nella sua essenza, come un continuo processo di apprendimento: un accumulo di conoscenze e, auspicabilmente, di saggezza, che si estende dalla nascita fino alla morte. Il processo inverso, quello del “disimparare”, è una prospettiva assai più misteriosa: a volte tragica, altre volte componente essenziale dell’evoluzione personale.
Nel suo nuovo album, audace, complesso e profondamente emozionante, Unlearning, l’acclamato chitarrista e compositore Max Light esplora questa idea da molteplici prospettive, con un approccio al tempo stesso profondamente personale e rigoroso sul piano concettuale.
Per quello che rappresenta il suo progetto più intenso e musicalmente impegnativo fino a oggi, Light è affiancato da una formazione stellare composta da amici e collaboratori di lunga data: il pianista Julian Shore, il bassista Walter Stinson e il batterista Steven Crammer, ai quali si aggiunge, in quattro brani, il sassofonista soprano e stritchista Caleb Wheeler Curtis.
Unlearning nasce dall’esperienza di assistere al progressivo svanire dei ricordi di una persona cara. Attraverso questo percorso doloroso, Light ha tuttavia scoperto come anche le esperienze più oscure della vita e le sfide più difficili possano generare momenti di consapevolezza e trasformazione.
Il chitarrista ha iniziato a sviluppare i temi musicali che attraversano l’album mentre suonava per suo padre nella struttura specializzata nell’assistenza ai pazienti con disturbi della memoria di Washington D.C., dove l’uomo vive durante le fasi avanzate della sua lunga battaglia contro il morbo di Alzheimer.
“Da un certo punto di vista, l’idea di Unlearning rappresenta un modo diverso di osservare il processo di perdita della memoria e del senso della propria identità”, spiega Light. “Allo stesso tempo, mio padre era un uomo molto complesso e non è sempre stato un padre particolarmente presente. Crescendo, però, cambiò profondamente il proprio comportamento, diventando una grande fonte di sostegno e positività nella mia vita. Così Unlearning ha assunto anche il significato di dimenticare un passato condiviso per guardare verso un futuro più luminoso.”
Da sempre autore di una musica fortemente creativa, elaborata e concepita senza compromessi, Light sapeva che questo repertorio avrebbe richiesto musicisti capaci non soltanto di affrontare le notevoli difficoltà tecniche delle sue composizioni, ma anche di comprendere intimamente le emozioni personali che ne costituiscono il cuore.
“Questa band non è composta soltanto dai miei musicisti preferiti, ma anche dai miei amici più cari”, racconta Light a proposito del gruppo, riunitosi per la prima volta in studio per il suo album del 2024, Chaotic Neutral, e diventato una presenza abituale sul palco del Bar Bayeux di Brooklyn.
“Suoniamo continuamente insieme, sia a Brooklyn sia in tournée, e questo ci ha permesso di eseguire questi brani molte volte e di sviluppare un vero concetto di band. Tutti loro, inoltre, conoscevano mio padre perché veniva spesso ai nostri concerti. Ognuno ricorda l’ultima conversazione avuta con lui, e questo ha reso il progetto ancora più speciale.”
L’album si apre con “Paul”, brano intitolato al padre di Light, brillante politologo, professore alla NYU, autore e membro della Brookings Institution, spesso invitato dalle principali reti televisive via cavo a fornire analisi in qualità di esperto.
Il suo straordinario intelletto, intrecciato alla complessità del loro rapporto, occupava i pensieri di Light mentre assisteva al progressivo deterioramento della memoria e delle capacità del padre.
Il materiale melodico del brano riaffiora quindi in buona parte del resto dell’album, formando una sorta di suite nella quale i temi di “Paul” vengono, nelle parole del compositore, “estrapolati, dissociati e collocati in contesti differenti, creando un senso di nostalgia che attraversa tutto il disco”.
La suite prosegue attraverso il brano solista di Light “Recollection I”, la title track “Unlearning”, “Gracebound in Parody” e il brano conclusivo “Caregiving”, che nel finale assume idealmente il ruolo di ouverture dell’intera suite.
Al suo interno trovano spazio anche momenti solistici dedicati a Stinson (“Recollection II”) e Shore (“Recollection III”), che introducono i brani successivi e rappresentano, in un certo senso, ricordi da parte dei musicisti della musica che deve ancora arrivare: tempo e memoria si muovono così in direzioni inconsuete lungo tutto l’album.
Il disco è completato da altre tre composizioni di Light. La vivace, sfuggente e volutamente esasperante “Authentication Two-Step” richiama l’esperienza frustrante del tentativo di accedere agli account e ai dispositivi di Paul Light quando password e sistemi di verifica erano ormai scomparsi dietro la nebbia della memoria.
“Talking To You” è invece un contrafact decostruito di “Hey, It’s Me You’re Talking To” di Victor Lewis: un’evocazione labirintica delle conversazioni con un paziente giunto a una fase avanzata della malattia.
L’eterea e sospesa “Pumpkin Pie” viene ripresa dall’album di debutto di Light del 2020, Herplusme. Era uno dei brani preferiti di suo padre e assume qui il valore di omaggio e fotografia di un ricordo.
Anche il packaging dell’album offre prospettive sfaccettate su Paul Light e sull’impatto che la sua condizione ha avuto sulle persone a lui più vicine.
In copertina compare un ritratto fotografico realizzato da Max e distorto attraverso diversi strati di vetro dalla designer Livia Blanc. All’interno si trova inoltre un breve componimento scritto dal fratello di Max, Wheeler Light, che riflette la propria esperienza personale.
“Comporre questa musica come strumento per elaborare le emozioni e la dimensione concettuale della malattia di mio padre è stata un’esperienza affascinante e allo stesso tempo straziante”, racconta Light.
“Mi sono permesso di abbracciare la dimensione narrativa in un modo che non avevo mai fatto prima, ma tutto è nato con estrema naturalezza mentre vivevo questa esperienza. Non l’ho mai realmente messo in discussione e sono profondamente grato di aver avuto l’opportunità di registrare qualcosa del genere proprio nel momento in cui lo stavo attraversando. È stato difficile ma anche terapeutico: un modo per accogliere tutte le sfide degli ultimi tre anni e, insieme, tutta la vita che li ha preceduti.”
Max Light – è un chitarrista residente a Brooklyn, New York. Il suo album del 2024, Chaotic Neutral, è stato definito da DownBeat Magazine, in una recensione Editor’s Pick da quattro stelle, “complesso, avvolto nel mistero e infinitamente affascinante” e “una vera e propria masterclass nel trovare percorsi attraverso metriche complesse”.
Nel 2019 Light si è classificato al secondo posto all’Herbie Hancock Institute of Jazz International Guitar Competition, giudicato, tra gli altri, da maestri della chitarra come Pat Metheny, John Scofield e Lionel Loueke.
Nel corso della sua carriera ha suonato e registrato con artisti quali Noah Preminger, Christian Sands, Donny McCaslin, Jeremy Dutton, Kaisa Mäensivu, Jason Palmer, Jon Gordon, John Ellis, Dan Weiss, Colin Stranahan e Kevin Sun.
Il suo primo album in trio, Herplusme, vedeva la partecipazione di Simon Willson e Matt Honor; il successivo Henceforth, pubblicato nel 2023, lo ha invece visto collaborare con il sassofonista Noah Preminger, il batterista Dan Weiss e il bassista Kim Cass.
Light ha inoltre pubblicato lavori in duo con Preminger, Songs We Love nel 2022 e Stitching Life nel 2026, e con il pianista Julian Shore nell’album Duo del 2023.
“Max Light suona la chitarra con il talento di chi ha assimilato in modo organico gli insegnamenti dei suoi predecessori sulle sei corde, Kurt Rosenwinkel, Ben Monder e Allan Holdsworth, trasformandoli in un linguaggio personale… un musicista eccezionale e un improvvisatore di grande agilità, animato da una sete di conoscenza quasi enciclopedica.” – Bill Milkowski, Guitar Player
“La fusione tra avant-swing e un approccio più spigoloso e contemporaneo alla chitarra… lascia intuire che Max Light potrebbe già stare diventando un punto di riferimento per la generazione che verrà.” – John Fordham, Jazzwise
Chill Tone Records – Fondata nel 2019, Chill Tone Records si è affermata come una delle etichette più dinamiche della scena jazz contemporanea, con un roster internazionale che si estende da New York all’Europa e al Sud America. L’etichetta pubblica, tra gli altri, la musica di Julian Shore, Noah Preminger, Caleb Wheeler Curtis, Marcio Philomena e Randy Ingram.




