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April Varner annuncia “Winter Songs Vol. 3”, in uscita il 20 novembre

La cantante jazz newyorkese April Varner torna con Winter Songs Vol. 3, in uscita il 20 novembre su Madre Vaca Records. Il terzo capitolo della sua serie stagionale trae ispirazione dalla sua fede, dalla musica country con cui è cresciuta nel Midwest e da una dimensione più folk della sua voce, che negli ultimi tempi ha iniziato ad approfondire. Prodotto da Ulysses Owens Jr., l’album di 12 tracce vede la partecipazione del pianista e arrangiatore Caelan Cardello, del Visions Jazz Ensemble, del compositore di Broadway Jason Robert Brown e del cantante Andy Arthur Smith.

Questa varietà si riflette anche nella strumentazione. Cinque brani vedono Varner accompagnata esclusivamente da Cardello, cinque coinvolgono l’intero Visions Jazz Ensemble composto da otto elementi e due presentano formazioni ridotte della sezione ritmica. In “Baby’s First Christmas”, Brown accompagna Varner al pianoforte insieme a Isaac Beaumont al contrabbasso e Owens alla batteria. “Little Jack Frost, Get Lost” riunisce invece Varner e Smith con Cardello, Beaumont e Owens. Owens è l’unico batterista dell’album e occupa la batteria anche nei cinque brani eseguiti dalla formazione Visions.

La formazione del Visions Jazz Ensemble presente in Vol. 3 comprende David Linard al pianoforte, Beaumont al contrabbasso, David Rosenthal alla chitarra e Owens alla batteria, insieme a Sam Butler alla tromba, Garrett Fasig al sax contralto, Boyce Griffith al sax tenore e Andrew Danforth al trombone. Butler e Fasig firmano inoltre alcuni degli arrangiamenti.

Varner conosce Butler e Fasig fin dagli anni trascorsi insieme alla Indiana University (IU). Griffith è diventato suo amico successivamente, a New York, mentre Beaumont e Danforth sono anch’essi ex studenti della IU conosciuti poi in città. Varner ha recentemente partecipato all’album 2026 dei Visions, Of The People, un progetto di ispirazione americana commissionato in occasione del 250° anniversario degli Stati Uniti. Winter Songs Vol. 3 la riunisce quindi con musicisti legati sia alla fase dell’Indiana sia a quella newyorkese della sua carriera.

Varner ha inaugurato la serie Winter Songs nel 2024 con un EP stagionale di sei brani, ampliandola poi con un secondo volume completo nel 2025. Fin dall’inizio, la sua idea di “canzone natalizia” è stata particolarmente ampia. Vol. 3 si spinge ancora oltre: inni cristiani convivono con country, folk e musical theatre, lasciando spazio anche alla notte di Capodanno e a canzoni legate più genericamente all’inverno.

Varner e Cardello aprono il disco in duo con “A Child Is Born” di Thad Jones e Alec Wilder, ispirandosi anche alla celebre registrazione di Tony Bennett e Bill Evans. La fede di Varner ha rappresentato un’ulteriore ragione per scegliere questo brano come apertura dell’album. «Essendo una persona profondamente credente, trovo che questi versi raccontino in modo meraviglioso la nascita di Gesù», afferma.

Segue l’intero Visions Jazz Ensemble con “Silent Night”, arrangiato da Butler e Fasig.

Brown ha scritto il terzo brano, “Baby’s First Christmas”, appositamente per Varner, partecipando anche al pianoforte con Beaumont al contrabbasso e Owens alla batteria. Varner è entrata per la prima volta in contatto con Brown su Instagram, dopo essersi accorta che il vincitore di tre Tony Award la seguiva. Gli inviò un messaggio per ringraziarlo, dicendogli che sperava un giorno di poter collaborare con lui. Durante la preparazione di Winter Songs Vol. 3, gli chiese se volesse scrivere qualcosa per il disco, senza aspettarsi realmente una risposta positiva. E invece Brown accettò. Il risultato è un brano ironico che racconta di una donna che porta a casa il proprio fidanzato ebreo per fargli vivere le tradizioni natalizie della sua famiglia. Tra i lavori teatrali di Brown figurano Parade, Songs for a New World e The Last Five Years.

Varner passa poi a “Hard Candy Christmas” di Carol Hall con il Visions Jazz Ensemble. Da sempre grande fan di Dolly Parton, ha scoperto il brano mentre preparava Vol. 3 ed è rimasta colpita dal suo racconto della capacità di andare avanti anche nei momenti difficili. Ha scelto di inserirlo nel disco come omaggio alla memoria di Parton.

In “Little Jack Frost, Get Lost”, Smith affianca Varner con Cardello al pianoforte, Beaumont al contrabbasso e Owens alla batteria. Varner aveva scoperto online i video vocali ironici e virtuosistici di Smith e lo aveva contattato per realizzare insieme alcuni contenuti natalizi. Quelle collaborazioni hanno infine portato alla loro prima registrazione in duetto.

Segue “Song at Midnight”, che Varner ha scoperto esplorando il repertorio di Peggy Lee. Il brano racconta una donna lasciata dal proprio amante proprio alle soglie della notte di Capodanno, con un’atmosfera malinconica alleggerita dall’interplay vivace ed empatico tra Varner e Cardello.

Il Visions Jazz Ensemble affronta quindi “Snow” di Irving Berlin, reso celebre anche da Bing Crosby e Peggy Lee. Varner e Cardello tornano poi in duo con “The First Noel”, uno degli inni preferiti della cantante e un brano che desiderava da tempo registrare esclusivamente con voce e pianoforte.

Il duo prosegue con “Another Winter Blues”, un’idea nata durante le sessioni di April. In quelle registrazioni, Varner si rese conto di non aver previsto alcun brano in duo con il contrabbassista Reuben Rogers. Owens suggerì allora di improvvisare semplicemente un blues in studio. L’idea piacque e il blues improvvisato è diventato da allora un elemento ricorrente negli album di Varner.

La formazione completa dei Visions torna per “Where Are You Christmas?”, tratto da How the Grinch Stole Christmas, e per “Grown-Up Christmas List”. Entrambi i brani riflettono su come il Natale cambi una volta superata l’infanzia. «Non è più la stessa cosa di quando sei bambino, aspetti con impazienza che arrivi Babbo Natale e ascolti fuori dalla finestra sperando di sentire la magia delle sue renne», racconta Varner. «Crescendo, e con le difficoltà della vita, a volte abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che la gioia di questo periodo dell’anno non scompare mai del tutto». I desideri dell’infanzia lasciano così spazio alla speranza di pace, alla fine delle sofferenze e all’aiuto per chi è in difficoltà.

Varner chiude l’album con “River” di Joni Mitchell, interpretato insieme al solo Cardello al pianoforte. Owens aveva suggerito il brano mentre stavano scegliendo il repertorio e Varner, nel frattempo, aveva iniziato ad approfondire maggiormente la musica di Mitchell. Considera “River” una canzone natalizia più sottile e un’occasione per mostrare una dimensione differente della propria voce.

Varner ha registrato Winter Songs Vol. 3 il 10 settembre 2026 presso Power Station at BerkleeNYC. Owens ha prodotto l’album oltre a suonare la batteria. Akihiro Nashimura ha curato la registrazione della sessione, mentre Dave Darlington si è occupato del mix e del mastering. Le fotografie sono di Margherita Andreani e la copertina è stata realizzata da Andre Gruber.

«Negli ultimi tempi mi sto muovendo sempre di più verso una direzione folk-country-jazz e credo che questo progetto possa essere uno dei miei preferiti tra tutti i volumi di Winter Songs che abbiamo realizzato», afferma la Varner. «Sono davvero felice che questi arrangiamenti così ricchi accompagnino questa idea. Credo che questo album, in particolare, possa offrire qualcosa a tutti».

La Tracklist

  1. April VarnerA Child Is Born (duo con Caelen Cardillo)
  2. Silent Night (feat. Visions Jazz Ensemble)
  3. Baby’s First Christmas (feat. Jason Robert Brown)
  4. Hard Candy Christmas (feat. Visions Jazz Ensemble)
  5. Little Jack Frost, Get Lost (feat. Andy Arthur Smith)
  6. Song at Midnight (duo con Caelen Cardillo)
  7. Snow (feat. Visions Jazz Ensemble)
  8. The First Noel (duo con Caelen Cardillo)
  9. Another Winter Blues (duo con Caelen Cardillo)
  10. Where Are You Christmas? (feat. Visions Jazz Ensemble)
  11. Grown-Up Christmas List (feat. Visions Jazz Ensemble)
  12. River (duo con Caelen Cardillo)

April Varner  – Originaria di Toledo e oggi residente a New York, è una cantante nota per la sua padronanza dell’American Songbook, dello scat e del vocalese. Ha conseguito il Bachelor of Music in Vocal Jazz Performance presso la Jacobs School of Music della Indiana University e il Master of Music alla Manhattan School of Music, dove ha ricevuto il President’s Award, ottenendo una borsa di studio biennale. DownBeat ha elogiato la sua «impressionante estensione vocale», mentre The New York City Jazz Record l’ha definita «magistrale nello scat improvvisato e nell’arte del vocalese». Le sue trascrizioni di assoli strumentali, gli arrangiamenti a cappella e i video delle sue performance le hanno permesso di superare i 130.000 follower su Instagram, con diversi contenuti che hanno raggiunto milioni di visualizzazioni.

Varner ha pubblicato il suo debutto discografico, April, nel 2024. DownBeat gli ha assegnato quattro stelle e successivamente lo ha inserito tra i migliori album del 2024. Nel marzo 2026 è seguito Ella, pubblicato da Cellar Music Group, nel quale Varner ha reinterpretato il repertorio associato a Ella Fitzgerald attraverso nuovi arrangiamenti per grandi e piccoli ensemble. Varner ha vinto nel 2023 l’International Ella Fitzgerald Jazz Vocal Competition, ha ottenuto una menzione d’onore nell’ASCAP Herb Alpert Young Jazz Composers Competition ed è stata riconosciuta come Rising Star Jazz Vocalist in edizioni consecutive del DownBeat Critics Poll.

Varner ha collaborato con Kurt Elling, Jane Monheit, John Pizzarelli, Ulysses Owens Jr., Theo Bleckmann, Emmet Cohen, Nicole Zuraitis, Reuben Rogers e il compianto Russell Malone. Come leader si è esibita al Dizzy’s Club del Jazz at Lincoln Center, al Birdland, al Mezzrow, al Minton’s Playhouse, al The Django, al Blues Alley e al Sam First, oltre che in numerosi locali di Parigi. Quest’estate April ha debuttato con un concerto sold out al celebre Ronnie Scott’s di Londra. Tra le sue partecipazioni festival figurano il Jazz for All Ages Festival, l’Ella Fitzgerald Festival di Parigi e l’International Jazz Day. Fino all’estate 2025 è stata inoltre in tournée con Postmodern Jukebox.

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